30.5.16

ReGen Villages, il villaggio ecosostenibile del futuro

Una comunità green autosufficiente in grado di generare la propria energia, produrre il proprio cibo bio e riciclare i rifiuti, verso un nuovo paradigma del vivere sostenibile. Il cantiere pilota ad Almere alle porte di Amsterdam, sarà pronto nel 2017. La californiana ReGen Villages, promotrice dell’operazione, estenderà il concept in Svezia, Norvegia, Danimarca e Germania. Il villaggio di una volta con le tecnologie di oggi: un progetto splendido e ambizioso, elaborato dallo studio d’architettura danese Effekt
Immaginate la vostra sala da pranzo accanto all’orto coperto (foto), per fare crescere frutta e verdura. All'esterno, un altro giardino di stagione, e in fondo alla strada, quasi tutto ciò che si mangia coltivato nelle fattorie verticali. In aggiunta, aree per il bestiame, parchi giochi e centri di apprendimento della comunità. Un’architettura gradevole con le serre di vetro trasparenti a copertura delle case, che offrono una piacevole leggerezza visiva. Il progetto è esposto nel Padiglione danese alla Biennale d’Architettura di Venezia 2016. 
ReGen significa rigenerazione, in cui le uscite di un sistema aprono altre porte. In risposta alla scarsità delle risorse, alla crescente crisi e sicurezza alimentare globale, e le emissioni di CO2, il concept ha un approccio olistico che combina una varietà di tecnologie innovative: energie rinnovabili, produzione d’alimenti biologici locali, agricoltura verticale acquaponica, riciclaggio dei rifiuti e gestione delle acque, verso un nuovo ecosistema. 
“Il nostro stile di vita moderno insostenibile richiede soluzioni alternative per il futuro. La tecnologia esiste già, basta applicarla nella vita di tutti i giorni” spiega Sinus Lynge dello studio Effekt. Pannelli solari, sistemi di riscaldamento e di raffreddamento passivo, ventilazione naturale. Un impianto di biogas trasforma tutti i rifiuti casalinghi non compostabili in elettricità e acqua. Un sistema di stoccaggio raccoglie l'acqua piovana e le acque grigie, da ridistribuire ai giardini di stagione e il sistema aquaponico.

27.5.16

Pilot, il traduttore simultaneo? Nell’orecchio

Immaginate di sentire nella vostra lingua, il vostro interlocutore straniero, senza nessun dispositivo in mano. Ecco Pilot, il primo auricolare smart che traduce in tempo reale da una lingua all'altra: addio barriere linguistiche, all’insegna del traduttore universale di Star Trek che traduceva anche le lingue aliene! Il gioiello di miniaturizzazione high-tech del Waverly Labs di New-york, in fase di lancio su Indiegogo dal 25 maggio, ha già raccolto ben 1,5 milioni di dollari da più di 6.500 sostenitori. 
A chi non è mai successo di trovarsi a disagio durante un viaggio all’estero? Da qui è nata l’idea della startup di Manhattan, di sviluppare il primo auricolare interprete intelligente del mondo, che integra gli ultimi aggiornamenti del riconoscimento vocale, della traduzione automatica, e della sintesi vocale. Basta scaricare l’app dedicata sul proprio smartphone, per questa prima versione, che ha bisogno della connessione online. Previsto inglese, spagnolo, francese, italiano e portoghese. 
La confezione comprende due auricolari che possono essere indossati, da due persone che non parlano la stessa lingua, un caricabatteria e tre tappi di dimensioni diversi. Il suo design ergonomico facilita il naturale inserimento nel condotto auditivo, ed è persino dotato di un sistema di soppressione dei rumori ambienti. La prossima versione prevista per l’autunno 2017 prevede un utilizzo offline, senza connessione a Internet, e la possibilità di tradurre tutto quello che senti attorno a te. Pilot offre un'esperienza d'uso decisamente nuova. 
Potete preordinarli su Indiegogo dal 25 maggio, mentre la consegna di questa prima versione è prevista per la primavera del 2017. Il video HD sotto mostra una conversazione tra il fondatore e Ceo americano Andrew Ochoa, e la ragazza francese (foto) con un piccolo ritardo, per adesso, di soli due secondi.

Pilot video HD

22.5.16

Hyper-Reality, oltre la realtà aumentata? L’inferno

Benvenuti nell’incubo dell’Hyper-Reality. Il brillante corto provocatorio di 6 minuti di Keiichi Matsuda, sul probabile futuro della realtà aumentata, un futuro a dir poco alienante, nel quale il virtuale invasivo si sovrappone, e prevale in modo ossessivo sul mondo reale, ci mette in guardia sugli esasperati eccessi della tecnologia. Dal riconoscimento facciale alla pubblicità, dalle offerte, alert, sollecitazioni di ogni tipo, alle raccolte punti, non manca nulla a un incubo annunciato! Il bombardamento pubblicitario di oggi potrebbe persino apparire domani come un piacevole ricordo. 
Un’overdose d’informazioni virtuali sulle strade, sui muri, sugli autobus, al supermercato, nel campo visivo con visori e occhiali speciali in preparazione. Nessuno è costretto a portarli, ma c’è da scommettere che una bella fetta delle tantissime donne contaminate, che oggi non possono fare a meno di guardare lo smartphone mentre camminano in strada, aderirebbero a questi eccessi. La fatica nella vita moderna, non viene solo dalla pubblicità, ma dal flusso, spesso incessante e senza fine di sollecitazioni e spunti che vi ricordano che la vostra vita si misura in tanti modi fuori del vostro controllo. 
Nel video, Juliana si lascia guidare in permanenza dalla tecnologia. Spariscono i semafori. I pedoni vedono in sovrimpressione quando possono attraversare la strada, con un sistema in corso di studio dai ricercatori del MIT. Appena entrata nel supermercato è bombardata da promozioni, giochi concorsi e consigli prodigati da assistenti virtuali. I passanti incontrati in strada sono tutti schedati dal riconoscimento facciale. L’aplicazione FindFace già applicata, ha fatto scandalo in Russia. Il suo algoritmo è in grado di analizzare alcuni miliardi di immagini in meno di un secondo, permettendo a chiunque di scoprire l’identità di una persona incontrata per strada. 
Basta scattare una foto e se il soggetto è presente su Vkontakte, il maggior social network russo, ricevete informazioni sul suo conto, con una precisione pari al 70%: un app che apre scenari inquietanti. Immaginate di riconoscere, con speciali occhiali, non solo l’identità di chi avete di fronte, ma anche i suoi interessi e preferenze! Non c'è da stupirsi se Facebook, si sta muovendo in questa direzione. La privacy ringrazia! Da vedere il video HD sotto senza moderazione. Futurix aveva già pubblicato nel 2008 La promettente Realtà aumentata.

Hyper-Reality video HD

HYPER-REALITY from Keiichi Matsuda on Vimeo.

19.5.16

Knocki trasforma pareti e superficie in un telecomando

La tecnologia dovrebbe rendere la vita più facile! Allora perché ogni giorno ci misuriamo con un labirinto infinito di app, interruttori intelligenti e altre interfacce, sommersi da esperienze confuse e frammentate? Knocki offre il modo più semplice e naturale di accedere alle funzioni preferite, come accendere il televisore o la luce “bussando” sul tavolino: ogni superficie diventa interattiva. Invece di cercare il pulsante della sveglia, basterà dare un colpetto sul comodino per spegnerla.
"Se si abilita un muro con Knocki, si consente a chiunque, anziani, disabili, ipovedenti o bambini che non possono raggiungere fisicamente un interruttore, di accendere la luce da qualsiasi parte della parete” spiega Jake Boshernitzan (foto) cofondatore e Ceo della startup Swan Solutions di Houston. Knocki si fissa sopra, sotto o dietro, porte, tavoli, e pareti: il modo più semplice per aggiungere "intelligenza" alla vostra casa, senza cablaggio e installazione di complessi sistemi di controllo. 
A differenza dei tasti intelligenti, Knocki usa il Wi-Fi per attivare le azioni, senza passare attraverso lo smartphone, che usa invece il Bluetooth. I sistemi a comando vocale come Siri di Apple e Alexa di Amazon non funzionano sempre a dovere, tra rumori ambientali e fraintendimenti. Knocki è facile da fissare e installare. Basta connertelo alla rete Wi-Fi, installare l’app per collegare tutti i dispositivi e programmare gli account delle azioni favorite, fino a dieci, in ogni caso da memorizzare! Altro neo, sarà necessario configurare diversi dispositivi in casa con un aumento delle spese. 
E così potrete far squillare lo smartphone che non trovate più, regolare la temperatura del riscaldamento o comandare gli elettrodomestici. Knocki in attesa di brevetto è dotato di un sensore di vibrazione, e di un accelerometro basato su algoritmi in grado di rilevare le differenze tra i colpi. Spuntano altri utilizzi. Boshernitzan spiega che un ristoratore era entusiasta del dispositivo, da mettere sotto ogni tavolo, per consentire ai clienti di chiamare il cameriere con un doppio colpetto! Knocki sta riscontrando un enorme successo su Kickstarter in fase di lancio, dove ha raggiunto il suo target prefissato di 35 mila dollari in un’ora.

Knocki video HD

15.5.16

Lilium Jet, il primo aereo elettrico personale

Immaginate un aereo che può essere alimentato da una presa elettrica, e decollare alla verticale dal vostro giardino, senza disturbare i vicini. Ecco Lilium Jet, il primo jet elettrico con decollo e atterraggio verticale, sviluppato dalla startup tedesca Lilium Aviation, sostenuta dall'Agenzia spaziale europea (ESA): il jet personale più avanzato al mondo, ideato da un team d'ingegneri aerospaziali visionari, della Tehcnical University di Monaco di Baviera. Vanterà una velocità fino a 400 chilometri all'ora e un'autonomia di 500 km.  
"Il nostro obiettivo è quello di sviluppare un aereo da usare nella vita quotidiana", spiega Daniel Wiegand, Ceo e l'uno dei quattro fondatori di Lilium Aviation, "un aereo a Grado di decollare e atterrare in verticale non ha bisogno della complessa e costosa infrastruttura di un aeroporto ". Soprattutto per i voli a corto raggio, infatti, gli Aeroporti sono i colli di bottiglia del trasporto aereo. Non è un problema per gli elicotteri, che possono decollare quasi ovunque, che tuttavia, sono molto rumorosi, e richiedono licenze costose! 
Il Lilium Jet biposto aprirà la porta a una nuova classe di aerei più semplici, più silenziosi e rispettosi dell'ambiente, perché combina i vantaggi degli elicotteri e dei velivoli ad ala fissa. Ha bisogno solo di una superficie piana aperta di 15 x 15 metri. Lilium offre un disegno funzionale ed elegante. Dispone di turbine canalizzate, di un pannello di comando touchscreen e di un joystick, navigazione GPS assistita, carrello retrattile, porte ad ala di gabbiano. Sarà pronto da gennaio 2018. Per pilotarlo ci vorrà una licenza di volo con formazione minima di 20 ore. Sull'argomento Futurix aveva pubblicato nel 2013 Terrafugia TF-X: allacciate le cinture, l'auto decolla, con relativo video, e nel 2016 Ehang 184, arriva il taxi volante.     

Lilium Jet animazione

12.5.16

VIV, l’assistente digitale verso l’intelligenza artificiale

Immaginate un assistente personale intelligente in grado di rispondere in tempo reale a qualsiasi domanda, anche complessa, di interagire con i servizi di terze parti online, e di eseguire i vostri ordini. Ecco VIV, l’evoluzione della specie, un concetto completamente nuovo per parlare con le macchine, una rivoluzionaria piattaforma d’intelligenza artificiale ideata dai creatori del noto assistente personale Siri di Apple. Un nuovo paradigma, un passo avanti verso l’intelligenza artificiale della fidanzata digitale illustrata nel Film di fantascienza Lei
“Viv ha l’obiettivo di semplificare radicalmente il mondo con la creazione di un’interfaccia intelligente” spiega Dag Kittlaus (foto) Ceo e cofondatore della californiana Viv Labs di San Jose. Molto semplice da usare, Viv, radice latina che significa vita, consente già di fare acquisti online senza mai toccare il display, utilizzando il linguaggio naturale. “Crediamo che sarà una grande rivoluzione come la stessa Internet” afferma Adam Cheyer, cofondatore di Viv. 
Viv, denominato dai suoi fondatori il cervello globale, può rispondere a una domanda che collega diverse fonti d’informazione, o concetti. Ad esempio, potrebbe collegare il meteo e la conoscenza geografica con i contatti, per rispondere alla domanda: "Se pioverà stanotte, mi trovi una pizzeria nei pressi della piazza dove abita mio fratello?" Imparando ogni giorno come un bravo assistente umano, è in grado di capire e memorizzare i vostri gusti. Se deve prenotare un posto in aereo o sul treno, sa già che preferite il finestrino! 
“Dammi un volo per Dallas con un sedile comodo". Viv analizza la frase e si collega con fonti di terze parti come Kayak, SeatGuru, per identificare i voli disponibili con molto spazio per le gambe, in una frazione di secondo. In confronto, i vari Siri, Google Now, Cortina e Alexa di oggi hanno il difetto di essere molto limitati. In futuro, “dopo averlo comprato, e acceso in casa, il vostro stereo vi saluterà per nome, perché si sarà collegato nel frattempo a Viv per avere informazioni sul vostro conto” spiega Kittlaus. Inquietante?

VIV Video HD

8.5.16

Dal MIT un futuro senza semafori

Addio semafori e code. Nell’ottica di un futuro popolato da veicoli autonomi, la ricerca Light Traffic del Senseable City Lab diretto da Carlo Ratti, del Massachusetts Institute of Technology (MIT) prevede incroci smart senza semafori. Grazie al dialogo tra i veicoli e con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, sarà possibile regolare il flusso delle auto senza collisioni. La ricerca prende spunto dalla gestione slot-based del traffico degli aerei. Ad ogni veicolo sarà assegnato in automatico, uno slot di spazio temporale per attraversare l’incrocio senza fermarsi. 
Come un coreografo che dirige il balletto, uno speciale algoritmo basato su modelli matematici, sarà in grado di coordinare il flusso delle auto, tagliando rallentamenti e attese quasi a zero. “Le tecnologie dell’informazione, della comunicazione e i veicoli a guida autonoma cambieranno il panorama della mobilità urbana”, spiega Carlo Ratti. I semafori che compiono 100 anni mostrano evidenti segni d’invecchiamento. Spazio quindi domani, ad incroci intelligenti. 
"Un incrocio è un posto difficile, perché ci sono due flussi in competizione per lo stesso pezzo di strada", dice Carlo Ratti. Anche se le rotonde di oggi hanno diminuito i tempi d‘attesa, è fuori di dubbio che questo nuovo sistema d’incroci slot-based, migliorerà molto la situazione, risparmiando code, perdita di tempo, consumi ed emissioni di Co2. Persino i pedoni potranno utilizzare la funzione GPS sul proprio smartphone per ottenere l’assegnazione dello slot per attraversare in modo sicuro.

Light Traffic video

4.5.16

GeoOrbital trasforma la tua bici in elettrica in 60 secondi

L’inedita ruota motrice anteriore GeoOrbital che trasforma qualsiasi bici tradizionale in un’e-bike, si differenzia radicalmente da altre ruote che consentono la conversione, per il design orbitale, l’originalità costruttiva, e la velocità di montaggio. Come le moto del film di fantascienza Tron, da cui si è ispirato la startup statunitense GeoOrbital di Cambridge a due passi dal MIT, la ruota non ha ne raggi ne mozzo centrale. 
La sola modalità elettrica consente la velocità massima di 32 km/h, che può essere aumentata con la pedalata. La ruota integra una batteria agli ioni di litio che si ricarica pedalando, con la frenata rigenerativa o procedendo in discesa. E’ dotata inoltre di una porta USB per ricaricare lo smartphone L’autonomia è di circa 50 km per una ricarica, fino a 80 km con pedalata assistita. Fissato sul manubrio, il pulsante d’accensione regola la potenza del motore, offrendo un display che indica la velocità e l'autonomia residua. 
L’unico neo però, è che sarà meglio portare la ruota con se, ogni volta che si attaccherà la bici ad un palo in città! Il promettente concept in fase di lancio su Kickstarter, che mira a rendere le biciclette elettriche, ancora di nicchia, molto più accessibili, ha raggiunto il suo target in poche ore. Si può preordinare al prezzo di 649 dollari. Futurix aveva già pubblicato nel 2014 l’italiana SadaBike, la bici senza raggi pieghevole con video, e Loopwheels, la ruota reinventata.

GeoOrbital video HD

1.5.16

Supersonic, Dyson reinventa l’asciugacapelli

Dopo l’aspirapolvere ciclonico senza sacchetto, il ventilatore senza pale, l’asciugamano Airblade con una lama d’aria, James Dyson rivoluziona l’asciugacapelli con un investimento di 70 milioni di euro, ben quattro anni di ricerca e sviluppo con più di 100 ingegneri, 600 protoptipi, e oltre 100 brevetti: numeri da capogiro per un’avventura umana senza precedente, che reinventa e perfeziona l’esistente del nostro quotidiano. "Milioni di persone usano ogni giorno aggeggi che sono terribilmente inefficienti” conferma James Dyson.
Il comune denominatore dell’innovazione? Una costante padronanza dei flussi d’aria. Anche Dyson Supersonic non sfugge alla regola, con la tecnologia brevettata Air Multiplier, grazie alla quale il volume d’aria aspirata nel motore è triplicato, producendo un getto ad alta pressione ed elevata velocità. Fino a otto volte più veloce rispetto agli altri modelli.“Gli asciugacapelli possono essere pesanti, inefficienti, rumorosi, e causare gravi danni ai capelli” spiega James Dyson, l’instancabile inventore (foto), Ceo dell’omonima azienda britannica, “Ecco perché ho sfidato gli ingegneri Dyson a studiare la scienza del capello”, creando ad hoc un laboratorio di ricerca sull’argomento. 
Compatto, leggero, silenzioso, efficiente a prova di scottatura, Supersonic è un concentrato di alte tecnologie, integrate da un design minimalista, con ottima valore d’uso. Il motore digitale Dyson più piccolo, leggero e avanzato di sempre, è tanto piccolo da entrare nel manico (video), per la prima volta, invece che nella testa per un migliore equilibrio. Risultato? Un apparecchio più ergonomico, che pesa la metà. Inoltre la ventola assiale di 13 pale invece di 11, all’interno del motore che gira a 110 mila giri al minuto, oltre agevolare il percorso dell’aria, riduce drasticamente il rumore con una frequenza acustica elevata, non udibile all’orecchio umano (ultrasuoni). 
Supersonic è dotato di un sistema di controllo intelligente del calore. Una termoresistenza situata all’interno di una bolla di vetro, misura la temperatura 20 volte al secondo, e trasmette i dati al microchip, che controlla il flusso. Il corpo e gli accessori restano sempre freddi al tatto, per merito della tecnologia Heat Shield, che “racchiude” il getto d’aria calda tra due strati d’aria fredda, impedendo il surriscaldamento del dispositivo. 
“In realtà credo che il successo non insegna nulla, i fallimenti ti insegnano tutto”, spiega James Dyson, considerato lo Steve Jobs degli elettrodomestici, per le sue invenzioni dirompenti, “un centinaio di nuovi prodotti sono in cantiere per i prossimi quattro anni, l'asciugacapelli è solo l'inizio.” Da vedere i due video HD sotto. Futurix aveva pubblicato nel 2009 Finalmente un ventilatore senza pale! con video e nel 2013 Airblade Tap, il rubinetto asciugamani di James Dyson e video

James Dyson presenta a Tokyo il suo asciugacapelli

Dyson Supersonic video HD