8.5.13

Terrafugia TF-X: allacciate le cinture, l’auto decolla

Nell’immaginario collettivo, l’auto volante ha sempre rappresentato il sogno di una mobilità individuale, libera da ingorghi e altri pesanti vincoli. Un sogno finalizzato nel film di fantascienza “Il quinto elemento” di Luc Besson. Il progetto TF-X della statunitense Terrafugia, fondata nel 2006 da ingegneri del MIT di Boston, si prefigge di concretizzare quel sogno! Il nome che viene dal latino significa "fuggire dalla terra" ne indica la missione. Il TF-X da quattro posti che non ha bisogno di piste per decollare o atterrare, vanta un sistema ibrido. Inizialmente, i motori elettrici che alimentano le due eliche sono rivolti verso l'alto, per un decollo a modo di elicottero. Una volta eseguita, le eliche ruotano di 90° in avanti, permettendo al veicolo di muoversi avanti. Dopo aver acquisito la velocità sufficiente, le eliche si ritrattano e lasciano il posto al motore termico posteriore da 300 cavalli, che carica in volo le batterie dei motori elettrici. In pochi secondi dopo l’atterraggio, diventa un auto a trazione elettrica: escono le quattro ruote e le due ali si ripiegano sui fianchi, potendo anche parcheggiare in un normale box auto.
Il TF-X è stato progettato all’insegna della semplicità, come guidare un’automobile. Imparare ad utilizzarlo in modo sicuro dovrebbe prendere non più di cinque ore, secondo il costruttore. Sarà in grado di volare sia in modalità manuale o automatica, nella quale basterà inserire l'ubicazione del luogo d’atterraggio. La velocità di crociera prevista è di 322 km/h con un’autonomia di circa 800 km. Terrafugia ha ancora molti ostacoli da superare, e non per ultimo l’essenziale capitolo della sicurezza. Il veicolo avrà un sistema di paracadute che potrà essere attivato dall'operatore in caso di emergenza. Tuttavia il sogno non è di prossima realizzazione. Lo sviluppo del TF-X dovrebbe durare da 8 a 12 anni, mentre il prezzo potrebbe essere paragonabile alle auto di lusso. Da vedere il video illustrativo sotto. Futurix aveva pubblicato sull’argomento nel 2007 da un progetto olandese, L’auto spiccherà il volo.

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