22.12.14

Hyperloop, il treno da 1200m km/h in fase di sviluppo


Il treno del futuro Hyperloop, il progetto folle di Elon Musk, Ceo di Tesla Motors e SpaceX, in grado di collegare San Francisco a Los Angeles (610 km) in mezz’ora, ora in fase di studio, potrebbe essere realizzato entro 10 anni. Ad affermarlo è Il dream team di 100 ingegneri provenienti da Boeing, NASA, Airbus, SpaceX, diviso in gruppi di lavoro, per interessi e competenze, che sta lavorando gratuitamente sul progetto, in cambio di stock option. JumpStartFund, una startup Californiana, diretta da Dirk Ahlborn, nata per concretizzare le idee ambiziose ha, infatti, rilevato la sfida di sviluppare e costruire Hyperloop, portando il progetto sulla loro piattaforma online, e creando la Hyperloop Transportation Technologies. La ricerca copre i vari aspetti del progetto, tra cui la pianificazione del percorso, il design delle capsule, e l'analisi dei costi. 
Ahlborn spiega che la costruzione del tubo a bassa pressione e i piloni di sostegno, sono stati in gran parte risolti. La parte difficile è il movimento delle capsule all'interno del tubo. Per eliminare l'attrito, Elon Musk aveva proposto di utilizzare un compressore per creare dei cuscini d'aria sotto la capsula: l'approccio più economico. La squadra di Ahlborn, invece, sta esaminando la possibilità di utilizzare la levitazione magnetic e altre alternative. “Vogliamo trovare il modo migliore per risolvere il problema al meglio.” In origine, Hyperloop era previsto per viaggiare tra Los Angeles e San Francisco, ma l'obiettivo finale è quello di creare una vasta rete, da Houston a Phoenix, da New York a Salt Lake City, più veloce di tutti i viaggi aerei. Futurix aveva già pubblicato nel 2013 Hyperloop, il supertreno proiettile da 1200 km/h. 

Hyperloop video

19.12.14

Kinematics Dress, il vestito? Stampato in 3D


2.279 elementi triangolari rigidi collegati tra loro da 3316 cerniere, stampati in 3D per la prima volta, in un unico pezzo di nylon, pronto all’uso. Un vestito di plastica che si muove e ondeggia, in modo fluido e naturale, seguendo i movimenti del corpo, come il tessuto reale: l’alba di una rivoluzione nel mondo della moda? Artefici del sorprendente design, Jessica Rosenkrantz e Jesse Louis-Rosenberg cofondatori della statunitense Nervous System, e del nuovo software Kinematics, che combina tecniche di origami con nuovi approcci per la stampa 3D, spingendo i limiti della tecnologia. Le stampanti 3D hanno avuto sinora un uso piuttosto limitato nel mondo della moda. I primi esperimenti d’indumenti stampati in 3D, erano troppo rigidi, come una corazza, per poter essere indossati. Questo innovativo approccio apre nuove frontiere! La semi- trasparenza del vestito aggiunge poi un pizzico di mistero lasciando intravedere il corpo. Il MoMA di New York l’ha inserito nella sua collezione permanente. 
A differenza dei tradizionali vestiti di tessuto, tagliati, e cuciti, l’abito Kinematics è creato in 3D dalle scansioni del corpo, senza richiedere alcun assemblaggio. Il modello ottenuto è scomposto in elementi triangolari di varie dimensioni. I progettisti possono controllare la posizione e la quantità dei triangoli con uno strumento basato su Javascript, e visualizzare in anteprima l’impatto delle modifiche. Gli algoritmi aggiungono poi le cerniere ai triangoli, e comprimono il disegno nella forma più piccola possibile, piegandolo due volte a meta, riducendo il volume dell’85%. Stampato con la tecnica della sinterizzazione laser selettiva (vedi video) viene dispiegato dopo. L'intero abito è personalizzabile nella forma e nello stile con l'applicazione Kinematics Cloth. utilizzando una tecnica di re-meshing che regola il file in base a vari parametri.

Kinematics Dress

Kinematics Fold

16.12.14

Levis concept, il rubinetto digitale touch


Nessuna manopola da girare o leva da azionare, ma un nuovo approccio. Questo interessante concept di rubinetto, dal minimalismo sensuale, riunisce in se semplicità, emozione e facilità d’uso. Senza parti in movimento, Levis utilizza il Touch control con feedback a Led, per personalizzare temperatura e flusso dell’acqua. La sicurezza dei bambini è garantita dalla possibilità di programmare una temperatura massima. Il digitale non solo cambia la forma dei nostri oggetti, ma modifica sensibilmente i nostri rapporti con loro. La rivoluzione industriale aveva visto il trionfo dei meccanismi. Volani, leve, manovelle: un rapporto meccanico diretto con gli elementi da azionare. Oggi si sfiorano delicatamente superficie, creando un ambiente multisensoriale. Il design di questo elegante concept, realizzato in collaborazione con la tedesca Grohe, è stato influenzato dalle forme organiche delle foglie e del fiore di loto.

Levis video

13.12.14

Ninebot One, la magica ruota elettrica autobilanciata


A prova di equilibristi più estremi, questo nuovo mezzo di trasporto personale ha dell’incredibile, a dimostrazione della sua sicura stabilità e grande efficienza. Il Ninebot One della cinese Ninebot, è in grado di saltare sul marciapiede, dominare le scale, guidare e danzare con un piede solo! In principio ci fu il Segway, che non riscontrò il successo sperato per il prezzo troppo elevato, nonostante il rivoluzionario sistema automatico di autobilanciamento. Adesso arrivano sul mercato, con lo stesso principio, monocicli proprio minimalisti. Ninebot One  è l’esempio più significativo, che si candida a sostituire la bicicletta, lo skateboard e il motorino. Un microchip di ultima generazione gestisce e elabora gli input che riceve dai sensori, in tempo reale, offrendo una totale sicurezza, attraverso una doppia verifica incrociata dei dati ricevuti. La guida intuitiva avviene, come nel Segway, tramite lo spostamento del corpo: in avanti per avanzare, indietro per rallentare o frenare. Lo stesso vale per girare. 
Completamente sigillato e impermeabile, dalle dimensioni contenute e dal peso ridotto (12,8 kg) offre un design futuristico alla Tron, con qualità estetiche e funzionali: la maniglia una volta ripiegata si integra perfettamente nel profilo della ruota, come pure i poggiapiedi, realizzati in lega di magnesio, come pure il telaio. Si possono facilmente sostituire i componenti, come ad esempio le due conchiglie esterne, per cambiare il colore.Ninebot One offre una velocità massima di 20 km/ora, e le batterie che si ricaricano in due ore, consentono un’autonomia di 30 km. Il suo sistema d’allarme intelligente, con cerchi di luce Led esterni e suono, avverte in caso di velocità eccessiva, pendenze troppo ripide, bassa potenza, guasto interno e surriscaldamento. Un app in arrivo per Android e iOS permetterà di monitorare gli spostamenti in dettaglio, oltre ad essere in grado di programmare le luci Led, e ricevere gli aggiornamenti del firmware. Prossimamente a 799 dollari. Vedere i due video HD sotto, per credere! Futurix aveva già pubblicato nel 2008 La futura moto elettrica con una ruota sola.

Ninebot One demo

Ninebot One show

9.12.14

Cicret Bracelet, il braccio diventa touchscreen


La pelle come nuova frontiera dell’interfaccia? Lo smartphone del futuro? Immaginate di mandare una mail dal vostro braccio, immerso nella vasca da bagno, o di navigare in qualsiasi momento, dopo aver attivato il dispositivo ruotando il polso. Ecco il futuristico concept ideato dalla startup parigina Cicret: un oggetto innovativo uscito da un film di fantascienza. Il micro picoproiettore integrato nel braccialetto proietta l’interfaccia sulla pelle, che una volta toccata, diventa interattiva: il dito interrompe il segnale di una degli 8 sensori di prossimità, e segnala così con precisione, la sua esatta posizione (foto), mandandola al processore. Il Bracciale Cicret è dotato di un accelerometro e un modulo di vibrazioni con Led, per le notifiche. Oltre al processore è dotato di connettività Wi-Fi, Bluetooth e una porta micro-USB. 
Cosa ne pensate? Lo so, il braccio peloso o di pelle scura creerebbe non pochi problemi. Comunque un concept affascinante allo stadio di prototipo, che, se dovesse funzionare in modo efficace, potrebbe rappresentare il trionfo dell’interfaccia minimalista, e della miniaturizzazione. La startup ha lanciato una campagna di raccolta fondi, anche su Indiegogo. Non mancate il video demo sotto. Sull’argomento, Futurix aveva già pubblicato nel 2010 Skinput, il corpo come interfaccia touch, e Ritot smartwatch, la mano come display

Cicret Bracelet demo

6.12.14

Multi, il primo ascensore bidirezionale


La rivoluzione di un settore rimasto immutato nel principio, da più di 160 anni. Niente cavi d’acciaio. Multi, l’ascensore del futuro a levitazione magnetica, della tedesca ThyssenKrupp, si muove sia in verticale che in orizzontale, riducendo i tempi d’attesa a 15/30 secondi, e offrendo una nuova libertà creativa agli architetti. "Ogni anno i newyorkesi passano 16,6 anni della loro vita ad aspettare l'ascensore, e 5,9 anni al suo interno”, commenta il Ceo di ThyssenKrupp Andreas Schierenbeck. “L'attuale concetto di ascensore può essere paragonato al collegamento ferroviario tra due città, che usa un solo binario e un solo treno per volta”. ThyssenKrupp ha sviluppato il primo sistema di ascensori bidirezionali al mondo, che sostituisce il classico sistema di cavi e contrappesi, eliminando così uno dei più grandi vincoli nella costruzione di nuovi edifici e grattacieli. L’ambizioso progetto, applica la tecnologia dei motori lineari del treno a levitazione magnetica Maglev, sperimentato in Giappone, senza contatto fisico col binario. 
Il sistema Multi prevede un vano per la salita e uno per la discesa al piano terra. Permette così di avere più cabine che si muovono all’interno dello stesso vano, risparmiando spazio e aumentando il passaggio degli ascensori ai piani. Ogni cabina avrà il proprio sistema di movimento, basato su un motore lineare magnetico. Più cabine alleggerite, quindi, percorreranno gli edifici in verticale e in orizzontale, a una velocità di 5 metri al secondo (18 km/ora), in modo simile a una metropolitana, con un incremento della capacità di trasporto fino al 50%. Risultati? I passeggeri attenderanno solo da 15 a 30 secondi. Inoltre, il sistema consentirà di ridurre l’impatto ambientale del 50%, e aumentare del 25% lo spazio all’interno degli edifici. 
Senza alcun dubbio, Multi è destinato rivoluzionare le dimensioni e la forma dei futuri grattacieli, aprendo nuove frontiere architettoniche. I grandi edifici non dovranno più essere disposti intorno ad un unico nucleo verticale. "La progettazione non sarà più vincolata dall'altezza o dall'allineamento verticale dei pozzi, aprendo così possibilità per architetti e progettisti prima inimmaginabili" spiega Andreas Schierenbeck. Il progetto ancora in fase di sviluppo, sarà testato entro la fine del 2016, in un grattacielo costruito dalla stessa ThyssenKrupp, nella città di Rottweill in Germania.

Multi demo

3.12.14

Infinium-Serve, arriva il cameriere volante

Se avete l’intenzione di visitare Singapore entro la fine del 2015, non stupitevi di vedere arrivare al tavolo i piatti ordinati, in alcuni ristoranti del Timbre Group, da dischi volanti. Dopo il desiderio di consegnare i pacchi con i droni, di Amazon, e il progetto di drone ambulanza, ecco i droni camerieri. Gli Infinium-Serve dotati di sensori, e tecnologie di prevenzione delle collisioni, proprietari, eviteranno ostacoli ed esseri umani. Il suo algoritmo intelligente e adattivo, garantirà percorsi di volo e traiettorie preprogrammati, con precisione di un centimetro. Infinium Robotics afferma che il suo prodotto è facilmente configurabile per qualsiasi layout di ristorante, con una semplice installazione plug-and-play. 
Infinium-Serve, non è destinato a sostituire i camerieri umani. “L'introduzione di questa tecnologia nei ristoranti, toglierà ai camerieri i compiti banali di servire solo piatti e bevande, concentrandosi invece, su attività di maggior valore, come ottenere un feedback da parte dei clienti, e offrendo un servizio migliore” spiega Woon Junyang, Ceo di Infinium Robotics, che ha firmato un protocollo d'intesa con Timbre Group, una delle catene di ristoranti più popolare di Singapore, per lanciare i droni in cinque ristoranti. I test di stabilità realizzati sul trasporto di un bicchiere di vino ad alta e bassa velocità (vedi video sotto), sono piuttosto concludenti. Il video HD sotto, dello scenario in ristorante è spettacolare!  

Infinium-Serve demo

Test di stabilità

30.11.14

Ocean Spiral, le città sottomarine del 2030

Colonizzare lo spazio? Le città del futuro saranno negli abissi, afferma la società d’ingegneria giapponese Shimizu Corporation, che ha presentato il suo futuristico progetto Ocean Spiral: Sfere galleggianti che ospitano intere città, e s’immergono in caso di forte maltempo. Sarà la nuova Atlantide del terzo millennio? Una popolazione mondiale crescente con la diminuzione delle risorse, e il riscaldamento globale con l’innalzamento degli oceani, richiedono soluzioni sempre più innovative. Perché non sfruttare gli oceani, che coprono il 70% della superficie terrestre? "Questo è un vero obiettivo, non un sogno Irrealizzabile", ha detto il portavoce Shimizu Hideo Imamura. il concept è radicato nell’enorme potenziale del mare profondo. L'azienda delinea cinque ragioni principali per lo sviluppo del progetto: l'approvvigionamento di pesce, la produzione d’acqua desalinizzata, la produzione di energia, il trattamento dell’anidride carbonica, e l'estrazione di nuove risorse dal mare e dai fondali marini. 
Ocean spirale assume la forma di un’enorme sfera di 500 metri di diametro noto come Blue Garden, in grado di ospitare 5000 persone. Galleggiante per la maggior parte appena sotto la superficie, ma con la sommità fuori, consentirà alle imbarcazioni di attraccare, permettendo cosi alle 5.000 persone previste, tra residenti e visitatori, di entrare e uscire a loro piacimento (foto). Lo spettacolare atrio conterrà 75 piani, con gli spazi destinati a ospitare alberghi, spazi residenziali, commerciali, e un parco marino. Pensato per vivere al riparo dall'inquinamento e da catastrofi naturali, come tempeste e terremoti, è in grado all'occorrenza di immergersi fino a 3.000 metri, lungo una gigantesca struttura a spirale di 15 km, fino all’Earth Factory, con centro di ricerca, in grado di sfruttare le risorse naturali dei fondali. 
La proposta di Shimizu, sviluppata in collaborazione con l'Agenzia giapponese per la Marine-Earth Science and Technology, e l'Università di Tokyo, si presenta come un concentrato di tecnologia. I primi test computerizzati della futura prima città sommersa, hanno dato esito positivo. I microrganismi chiamati methanogens, potrebbero essere utilizzati per convertire l'anidride carbonica, catturata in superficie, in metano, mentre l'ampia differenza di temperatura e pressione dell'acqua, nota come energia talassotermica, nel frattempo, potrà essere utilizzato per generare energia, oltre allo sfruttamento del moto ondoso. La forma della sfera è stata scelta per fornire la resistenza adeguata alla grande pressione esterna dell'acqua. I progettisti pensano di usare una speciale resina al posto del cemento, e di sfruttare le stampanti 3D su scala industriale, per creare i vari componenti della struttura elicoidale, e non solo. Futurix aveva già pubblicato Una città scientifica galleggiante da fantascienza, e nel 2011, The Ark, l'Arca della salvezza?

28.11.14

Pluggage, la valigia 2.0 di Delsey


Dopo gli orologi e gli occhiali, arriva anche la valigia connessa e intelligente, che vi conferma se è stata imbarcata, aperta o meno, e altre funzioni come la geolocalizzazione, frutto di due anni di ricerca della francese Delsey, finalizzata in un prototipo. Siete angosciati di sapere se la valigia è in soprappeso? stressati di perderla in aeroporto o di sapere se è stata aperta durante il tragitto? La valigia del futuro risponderà a tutte le vostre domande! Basterà dare un’occhiata sullo smartphone connesso in Wi-Fi, per avere un riassunto del percorso del proprio bagaglio, e non solo. “La geolocalizzazione sarà possibile solo se gli aeroporti e le compagnie aeree si mettono d’accordo, su una normativa mondiale, per fare funzionare il dispositivo dappertutto.” spiega Catherine De Blecker, direttrice marketing di Delsey. 
Oltre ad avvertirvi che il vostro bagaglio non è a bordo, o che è stato manomesso, il progetto prevede la sua apertura e chiusura con l’impronta digitale. 82 mila bagagli sono dimenticati ogni giorno, secondo Delsey. L’App fornisce inoltre indicazioni sul meteo previsto all’arrivo, informazioni sul volo in tempo reale, e una check-list personalizzabile per non dimenticare niente prima di partire. Dal design sobrio e pulito, Pluggage (plug-luggage) offre anche un dispositivo d’illuminazione interna, un altoparlante telescopico, e la possibilità di ricaricare il proprio smartphone o tablet. La connettività non è proprio indispensabile su una valigia, ma secondo Delsey, le nuove tecnologie consentono ai viaggiatori di ottenere informazioni in tempo reale, prima, durante e dopo il loro viaggio, offrendo più serenità e meno stress. Delsey invita gli internauti a votare sul suo sito, le funzioni preferite per produrre nel 2016 “un bagaglio che semplificherà la vita dei viaggiatori iperconnessi” spiega Albert Engler, responsabile design in Delsey. Sull’argomento, Futurix aveva già pubblicato nel 2006 La valigia intelligente.

Pluggage demo

26.11.14

L’inedita Køge North Station, in Danimarca


Un’elegante struttura tubolare di 225 metri che attraversa l'autostrada più trafficata della Danimarca, i binari dei treni ad alta velocità e pendolari, facendo da ponte pedonale: un nuovo gateway per Copenhagen che dovrebbe servire 90 mila persone ogni giorno, entro il 2018. L’originale stazione Nord di Køge fungerà da schermo solare a sud, e fornirà una splendida vista panoramica a nord. L'interno dell’originale passerella di elementi d’acciaio prefabbricati, diventa una zona calda e accogliente con le sue lamelle di legno, mentre l'esterno rivestito di lamiere forate lo fa apparire come una sorta di tubo futuristico. 
La spettacolare Stazione Nord di Køge, non sarà solo un importante hub di transito per tutta la regione di Copenhagen, ma anche un punto di riferimento caratteristico. "La Stazione Nord Køge è un progetto molto particolare, sia in termini di architettura che d’ingegneria, che farà parte della vita quotidiana di molte persone” spiega Steen Savery Trojaborg, AD dello studio d’architettura Dissing + Weitling, che assieme ai loro colleghi di Cobe e della società d’ingegneria Cowi, l’hanno progettato, vincendo il concorso internazionale. Gli abitanti di Køge e dintorni potranno lasciare l'auto nell’ampio parcheggio, e in soli 20 minuti arrivare col treno alla stazione centrale di Copenaghen. 

23.11.14

DuBike, la bici connessa Made in China


La smart bike online svelata da Baidu, il Google cinese, è dotata di un inedito sistema di navigazione Gps a Led sul manubrio, di sensori biometrici per monitorare il battito cardiaco, le calorie bruciate, di un generatore attivato dalla pedalata, che alimenta le luci, oltre a ricaricare lo smartphone, senza dimenticare l’antifurto connesso a Internet. Via l’app del vostro smartphone, DuBike potrà scegliere il percorso migliore, e guidarvi fino a destinazione, grazie a ingegnosi indicatori luminosi al centro del manubrio (foto), adatti alla bici, evitando di fermarvi per consultare la mappa. In caso di furto si può sapere in ogni momento, sullo smartphone dove si trova la bici, grazie a un sistema di geolocalizzazione in tempo reale. E’ previsto anche la creazione di un mini-social network per i possessori delle DuBike, che potranno condividere percorsi ed esperienze. Con il suo design spartano da solida mountain bike minimalista, DuBike sarà commercializzato inizio 2015, solo per il mercato cinese. 
Può sorprendere il fatto che Baidu non sia un fabbricante di biciclette, ma in realtà, il più importante motore di ricerca cinese, prepara l’Internet degli oggetti (Internet of Things) che sarà “la nuova rivoluzione industriale” come l’ha definito Jérémy Rifkin. Ha anche presentato tempo fa, un paio di bacchette cinesi intelligenti e connesse, che analizzano la qualità dei cibi nel piatto. Baidu potrà monitorare i vostri spostamenti, e tutta una serie di dati comunicati, come la localizzazione, la durata.. Serviranno ad affinare il vostro profilo d’internauta, per proporre nuovi servizi che potranno essere monetizzati: big data is big money! 

Baidu DuBike

20.11.14

VetiGel ferma l’emorragia in pochi secondi


Cerotti e bende del futuro? Il rivoluzionario gel in fase di sviluppo in un laboratorio di Brooklyn, inventato dall’ingegnere biomolecolare Joe Landolina (foto), ex studente della New York University, e cofondatore della startup Suneris, potrebbe salvare numerose vite. Applicato su qualsiasi ferita piccola o grave, arresta immediatamente l'emorragia. VetiGel attiva un processo di coagulazione del sangue naturale, da lesioni lievi della pelle a massicce emorragie arteriose, raggiungendo l’emostasi senza la necessità di pressione manuale. Può essere applicato internamente o esternamente, ed è particolarmente utile quando la legatura, la pressione o altri metodi tradizionali sono poco pratici o impossibili, il che lo rende ideale per l'utilizzo in lesioni traumatiche e procedure chirurgiche. 
Il gel è realizzato con componenti biocompatibili che possono essere assorbiti direttamente nel corpo. Il gel utilizza polimeri d’origine vegetale, che si solidificano rapidamente quando sono applicati su ferite aperte, accelerando il processo di coagulazione. “VetiGel è efficace perché funziona in tandem con il processo di guarigione naturale del corpo, in modo nuovo” spiega Joe Landolini, “VetiGel non solo ferma l'emorragia, ma avvia il processo di guarigione comportandosi come la pelle.” Il composto gelatinoso altamente adesivo “riconosce” la matrice extracellulare e la riassembla, simulando una specie di seconda pelle. Landolini spera di poter agire anche sulla guarigione degli ulceri. Inizialmente il prodotto sarà utilizzato in campo veterinario, nell’attesa dell'approvazione da parte della Food and Drug Administration. Oltre alle vittime di gravi incidenti stradali, il gel potrebbe essere anche utilizzato sui campi di battaglia, per sigillare all’istante ferite gravi, in attesa di adeguata assistenza medica. A vedere il video sotto, sembra fantascienza!

VetiGel demo

16.11.14

Juno rivoluziona l’analisi del DNA


La statunitense Fluidigm di San Francisco ha progettato Juno, con la collaborazione dello studio di design Fuseproject, di Yves Béhar: un’innovativo dispositivo compatto, facile da usare, in grado di analizzare il Dna in meno di tre ore. Il team di Fluidigm è convinto che Juno potrà fare nel settore medico, quello che i personal computer hanno fatto per l’informatica. L’operazione avviene attraverso l’inserimento nel cassetto estraibile (foto), di una cartuccia che utilizza un microscopico circuito fluidico integrato (IFC), per separare le molecole di Dna, e un’interfaccia touchscreen di facile utilizzo. Risultato? In un unico processo automatizzato, con un piccolo campione (ad esempio la saliva) di soli 5,5 nanogrammi, e al solo tocco del pulsante start, Juno esegue con precisione il test completo del Dna in meno di tre ore. 
Finora, la tecnologia utilizzata per realizzare il sequenziamento del genomo umano, isolando le cellule, poteva richiedere giorni di tempo di preparazione manuale, con potenziale errore umano, e ingombranti attrezzature da laboratorio, prima di ottenere risultati. Juno è progettato per i laboratori professionali. La sequenza del Dna, che contiene tutte le informazioni genetiche, consente, ad esempio, di identificare e diagnosticare malattie ereditarie, o rispondere con un trattamento adeguato a eventuali patologie. Nel post Verso l’immortalità? pubblicato da Futurix, il chirurgo Laurent Alexandre, specialista delle tecnologie del futuro, sostiene che “Sarà possibile modificare il Dna, riparare le nostre cellule, e creare organi artificiali”. Il costo dei test genetici è precipitato. “Oggi è possibile sequenziare un intero genoma umano per meno di 100 dollari” spiega Alexandre.