8.2.19

Replicator, stampa 3D alla velocità della luce

Ricercatori californiani della Berkeley University, hanno ideato una rivoluzionaria stampante 3D che ricorda il celebre Replicator di Star Trek. Non più una stampa additiva a strati con tempi lunghi, ma oggetti solidi plasmati da una resina viscosa fotosensibile, scolpita da immagini di luce in pochi secondi. Il processo si basa su una tecnologia utilizzata in radioterapia (tomoterapia), per difondere radiazioni precise a pazienti con tumori. "Abbiamo inventato una nuova categoria di stampa 3D ispirata ai principi della tomografia computerizzata (TC)" spiega Hayden Taylor, ricercatore. "La TC è ampiamente utilizzata nell'imaging 3D medico e industriale, ma non è mai stata applicata alla fabbricazione. La stampa 3D del futuro? 
Un contenitore cilindrico rotante contenente la resina viscosa, ruota su sé stesso, esponendosi alla luce delle immagini 2D, inviate da un videproiettore standard a 360° controllato da computer. Le proiezioni si combinano per formare in poco tempo, un oggetto 3D solido sospeso nella resina composta da polimeri liquidi miscelati con molecole fotosensibili e ossigeno disciolto (Gif). La luce attiva il composto fotosensibile, che esaurisce l’ossigeno in certe zone, trasformando la resina da liquido a solido. Replicator trasforma così il liquido in oggetti solidi col processo denominato Computed Axial Lithography. 
ll Replicator può produrre oggetti più flessibili, morbidi e complessi, e rivestire oggetti esistenti anche in metallo, con materiali nuovi. Nell'esempio in oggetto hanno riprodotto una fedele copia in miniatura del Pensatore (foto), la celebre statua di Auguste Rodin. Replicator produce oggetti con superfici lisce, senza scanalature con una precisione dell'ordine di 0,3 mm. La resina inutilizzata può essere riciclata. Per ottenere la forma voluta, il dispositivo usa un complesso algoritmo per proiettare uno schema di luce, in grado di solidificare la resina solo nei punti desiderati. Un’innovazione che strizza l’occhio alla fantascienza!

Replicator video HD

Star Trek Replicator video HD

31.1.19

Convercycle, la prima bici transformer


Un progetto di design intelligente, unico nel suo genere, sviluppato in Germania, inventa una categoria di biciclette inedita. Da normale city bike a cargo bike ecco Convercyle, un ingegnoso sistema che in meno di tre secondi con una sola mano, allontana la ruota posteriore scoprendo uno cestello lungo 60 cm in grado di ospitare pacchi, borse, zaini, casse di bottiglie, fino a 60 kg, e di portare comodamente la spesa a casa. Insomma la comodità di due bici in uno. Anche questo è autentica innovazione! 
Con oggetti più grandi da trasportare, è difficile rinunciare all’auto. Invece questa bicicletta estensibile si allunga da 1,85 a 2,55 metri con un ingegnoso braccio di leva per poter trasportare le merci. Arrivati a destinazione la bici si ripiega a dimensione standard. Le biciclette da carico tradizionali forniscono una soluzione, ma non sono facili da maneggiare per le loro dimensioni. Se montato davanti, il carico può disturbare lo sterzo. 
Le dimensioni rendono impossibile poi fissare la bici nei cavalletti, trasportarla sul treno o portarla in ascensore. E quindi non sono adatti per l'uso quotidiano. Lo spazio del portapacchi in posizione centrale, offre il vantaggio sia in termini di capienza ottenibile, che di bilanciamento dei pesi. Una trasmissione a doppia catena consente di pedalare in entrambe le configurazioni. 
L’inventore David Maurer (foto in bici), studente di design a Offenbach, con un team di giovani tedechi, è riuscito a trovare una soluzione flessibile che combini i vantaggi di una bici da città agile, con quella di una pratica bici da carico. E’ previsto anche una versione elettrica a pedalata assistita. Il Convercycle è attualmente in campagna di lancio su Kickstarter.