29.7.15

Mazatlán Museum come un UFO, in Messico


Un’elegante architettura ellittica minimalista, sormontata da una cupola geodetica. Così si presenta il futuristico progetto dell’architetto Fernando Romero dello studio FR-EE, che assomiglia a un enorme UFO, per il prossimo museo della città portuale di Mazatlán, conosciuta come la “perla del Pacifico”, e una delle principali destinazioni turistiche del Messico. “Mazatlán è un luogo unico, con una storia particolare, e di incomparabile bellezza, così abbiamo deciso di fare un edificio che si adatta al contesto, con una progettazione sostenibile che diventerà un'icona a livello internazionale", spiega Fernando Romero. 
La struttura d’acciaio è rivestita con un materiale resistente agli agenti atmosferici, con piccole aperture che filtrano la luce all'interno dell'edificio. Le facciate incorporano pannelli solari, mentre la struttura appoggia su una base sopraelevata, essendo in una zona una zona a rischio inondazione. Le principali aree espositive si trovano al piano terra, al fianco di un cinema IMAX da 350 persone. 
Il primo piano ospita una sala temporanea multiuso, un ristorante, e l’accesso alla terrazza che offre una belle vista sul parco, il mare e la città. Il piano superiore sarà utilizzato come centro di documentazione, con aule per seminari. Il nuovo museo, la cui costruzione inizierà nel 2016, sarà un istituto dedicato alla cultura, con una particolare attenzione alla storia e all’antropologia. Futurix aveva già pubblicato dallo stesso studio nel 2013, PH Museum, un concept di museo futuristico.

Video

25.7.15

Henn-na Hotel, in Giappone il primo albergo robotico


Ad accogliervi alla reception delle graziose hostess androidi poliglotte. Se arrivate in anticipo, un braccio robotico sistema il vostro bagaglio in una cassetta di sicurezza. A portare la vostra valigia in camera, ci pensa il fattorino robot. Niente chiave o card per entrare in camera, ma un sofisticato riconoscimento facciale. Ecco il primo albergo al mondo in mano ai robot, aperto da pochi giorni a Nagasaki. Ecco l’albergo high-tech dove la tecnologia la fa da padrona. "Faremo l’albergo più efficiente del mondo," ha dichiarato al Japan Times, Hideo Sawada, presidente dell’hotel, che presto spera di vedere il 90% dell’hotel gestito da robot.
Il Giappone deve far fronte all'invecchiamento della popolazione, e a una mancanza di manodopera, dovuta a politiche restrittive d’immigrazione. Oltre all’aspetto spettacolare e futuristico, l'implementazione dell’automazione e dei robot di servizio, mira a ridurre i costi e risparmiare energia. Risultato? Prezzi low cost e non stellari, per il Giappone, da non credere: 67 euro la doppia! All'Henn-na Hotel il futuro è già servito, con i robot che costituiscono lo staff principale. 
Entrato in camera, una bambola sul comodino risponde alle vostre richieste: meteo, ora, ma serve anche d’interruttore e di sveglia. I clienti hanno a disposizione un tablet per comunicare con la reception, mentre per regolare la temperatura in camera, speciali sensori rilevano il calore del corpo, e regolano di conseguenza la temperatura. Grazie a un sensore di movimento, l'illuminazione si spegne automaticamente, quando non c'è nessuno nella stanza. Tutte le camere sono dotate di un sistema d’aria condizionata all’avanguardia con pannelli radianti.

16.7.15

add-e, ogni bici può diventare elettrica


Perché comprare una bicicletta elettrica quando si può trasformare la vostra ben amata? Ecco add-e, la soluzione minimalista e geniale, ideata da un team di tre giovani designer austriaci, che trasforma qualsiasi bici esistente, in una potente bici elettrica (pedalata assistita), in pochi secondi, grazie a un kit piccolo, leggero (2 kg), semplice da installare, minimalista, che nulla cambia all’estetica della vostra bici. 
add-e può essere montato su quasi qualsiasi bicicletta senza problemi, utilizzando le staffe di montaggio in dotazione. È possibile adattare il gruppo da soli, senza dover apportare modifiche alla bici. add-e trasmette la potenza del motore grazie ad un rullo di attrito, sul principio del VéloSoleX, che i più anziani si ricorderanno, prodotto in oltre sette milioni di esemplari, dal 1946 al 1988, dalla francese Solex. Grazie a questo principio, la ruota della bicicletta è azionato direttamente senza la necessità di un riduttore. Con add-e si può utilizzare la bici come e-bike o una bici normale. Infatti, una volta montata, potrà passare in un lampo dalla modalità assistita alla modalità ruota libera. 
Con add-e, costruito secondo le norme europee Pedelec, il motore si aziona solo quando si pedala. E’ in grado di viaggiare ad una velocità massima di 25 Km/h, fino a 50 Km/h, con un motore da 600 Watt. La batteria ha un’autonomia di 50 km, e si ricarica nel giro di un’ora. La piccola batteria sostituisce la borracce sul telaio della bici: un’idea piuttosto ingegnosa! E’ in corso una campagna di finanziamento su Indiegogo. Da vedere il video HD sotto.

add-e video

10.7.15

HoloLens, promettente strumento didattico


Scheletro, sistema cardiovascolare, muscoli, ossa, cuore, visualizzati sotto forma di realistici ologrammi: uno straordinario strumento di studio dell’anatomia per le future generazioni di studenti in medicina. Il recente video pubblicato da Microsoft, illustra l’utilizzo del suo rivoluzionario visore HoloLens, in ambito medico, in partnership con la Case Western Reserve University di Cleveland. Un modo più efficace e innovativo di studiare l’anatomia, e molto più coinvolgente rispetto ai libri di testo. 
L’esaustivo video HD sotto, evidenzia in modo spettacolare come il visore di Microsoft, diventa anche uno straordinario strumento didattico e di supporto, per gli studenti di medicina. Gli ologrammi consentono di visualizzare con precisione, i vari livelli del corpo umano, e persino il cuore vivisezionato pulsare! In piccoli gruppi, il professore illustra in modo virtuale, le varie tipologie di fratture (foto). L’interazione avviene con un gesto del dito, mentre Il software può generare a richiesta simulazioni, che consentono ai futuri dottori di commettere errori virtuali, senza ovvie conseguenze per la vita dei loro pazienti olografici. 
Il sistema prospetta un formidabile potenziale nel settore dell’insegnamento. Microsoft ha avviato in questo senso un progetto di ricerca per le università, che premierà le migliori soluzioni specifiche sviluppate. Per chi vuole approfondire, Futurix aveva pubblicato a gennaio, HoloLens, la magica interfaccia da fantascienza di Microsoft.

HoloLens video

8.7.15

Ghost, per plasmare gli oggetti fuori dallo schermo


Chi di noi non ha mai sognato come in Iron Man, di manipolare immagini e oggetti che spuntano fuori da ogni display? Dimenticate il vostro schermo piatto, e immaginate di afferrare gli oggetti digitali dal display, e trascinarli in un mondo reale, dove le vostre dita possono modellarli e manipolarli a piacimento. Ecco Ghost, un’interfaccia, una tecnologia da fantascienza: il touchscreen 3D del terzo millennio? 
Tutti i giorni viviamo in un mondo di display a schermo piatto: computer, smartphone, iPad, televisore. Ma il mondo in cui viviamo non è piatto. Immaginate se potessimo usare le nostre dita per manipolare le funzioni di visualizzazione, e trascinarle fuori dai display nel nostro mondo 3D. Queste nuove tecnologie entusiasmanti, promettono di rivoluzionare il nostro modo di interagire con computer, smartphone, e altri tablet. 
"Non si tratta solo di deformare la forma dello schermo, ma anche l'oggetto digitale che si desidera manipolare, a mezz'aria," spiega Kasper Hornbæk (foto) dell’Università di Copenaghen, coordinatore di Ghost, un progetto di ricerca europeo che coinvolge le Università di Copenhagen, Eindoven, Bristol e Lancaster. "Attraverso la tecnologia della levitazione a ultrasuoni, per esempio, siamo in grado di proiettare il display fuori dallo schermo piatto”. 
La tecnologia Ghost ((Generic, highly-organic shape-changing interfaces) fa intravedere grandi promesse per il futuro. Un chirurgo, ad esempio, potrà lavorare fisicamente su un cervello virtuale, con un’esperienza tattile completa, prima di effettuare l’intervento vero e proprio. Una vera benedizione per progettisti e designer, mentre gli artisti che usano surrogati fisici come l’argilla, potranno modellare e rimodellare le loro opere, e memorizzarle nel computer in attesa di stamparle in 3D. 
Anche UltraHaptics, una startup creata da un team di ricercatori dell'Università di Bristol, ha collaborato al progetto Ghost, sviluppando la tecnologia che utilizza gli ultrasuoni, per simulare la sensazione del tatto durante la manipolazione di ologrammi galleggianti 3D (foto e video). 

Ghost video

UltraHaptics video

4.7.15

Flike, a cavallo di un drone


Ricorda le iconiche speeder bike di Star Wars, il rivoluzionario dispositivo di volo personale elettrico, in fase di sviluppo in Ungheria: il volo umano reinventato. Il concept Flike, che vanta un seducente design, si prefigura come futuro mezzo di trasporto per brevi tragitti, fino alla velocità di 50 km/h. 
I sei rotori coassiali di Flike, alimentati da singoli motori elettrici a disco, sono raggruppati in tre coppie controrotanti disposte su tre assi. La manovrabilità e il comportamento in volo del triciclo volante, sono simili a quello di un drone, e dispone di una funzione di volo stazionario come un elicottero. Anche se uno dei motori smette di funzionare durante il volo, gli altri sono in grado di alimentare abbastanza rotori, per garantire un volo d’emergenza. Grazie alla sua configurazione Flike può essere controllato, regolando la velocità di rotazione dei singoli rotori. Secondo il team di sviluppo, sarà facile da pilotare come andare in bicicletta. 
Il primo prototipo tricopter creato in 9 mesi, dall’Istituto di ricerca applicata ungherese Bay Zoltan, che rende omaggio col suo nome, al celebre fisico Zoltan Lajos Bay, ha di recente decollato per la prima volta (foto), in una serie di voli di prova con pilota (video sotto). I motori elettrici, che muovono i sei rotori in composito di carbonio, sono alimentati da batterie ai polimeri di litio. Il computer di bordo controlla la stabilità di volo, l'altitudine e la posizione. Sull’argomento del volo personale Futurix aveva pubblicato nel 2013 Terrafugia TF-X: allacciate le cinture, l’auto decolla e video

Volo virtuale

Prova di volo

30.6.15

Shift Sneaker, cambiano colore on demand


Immaginate di comprare un solo paio di sneaker, da personalizzare potendo modificare colori e aspetto a piacimento, per ogni occasione! Cambiare scarpe senza dover comprarne decine di paia: il sogno di tutte le donne! Ecco Shift Sneaker, il concept ideato dal londinese +rehabstudio, specializzato in tecnologie creative. Un design fai da te, per modificare a volontà le proprie sneaker, grazie ad un mix di nuove tecnologie. Un progetto intrigante che prospetta un potenziale senza limiti, in grado di far scattare una vera e propria rivoluzione nel mondo della moda. 
Il corpo della sneaker pensa, reagisce e trasforma il suo design attraverso nuovi materiali high-tech: una fusione di tessuti conduttivi e reattivi. Shift è un mix di nuove tecnologie, come gli avanzati materiali a memoria di forma. Il tessuto esterno della sneaker è composto di uno speciale materiale contenente dei micro Led sensibili al tocco (schemino), alimentati da fili conduttivi intrecciati. In futuro secondo lo studio britannico, speciali tessuti termocromici saranno in grado di cambiare colore secondo la temperatura. Un semplice click di tacchi potrebbe portare una sequenza colore casuale, Il controllo dei cambiamenti sarebbe gestito però, da smartphone con app dedicate. 
+rehabstudio immagina infatti il Pack Store, un app store delle scarpe, dove poter comprare le App dedicate alle diverse circostanze della vita quotidiana. Col Selfie Pack è possibile scattarsi un selfie per coordinare i colori delle scarpe all’abbigliamento indossato, in quel momento, mentre con la "Running Pack" le sneakers cambiano colore in base al ritmo durante il jogging. Per i ciclisti di notte, sarà consigliabile il cycling pack, con le strisce gialle fluorescenti. Il negozio fungerà da piattaforma applicativa open-source, dove chiunque potrà facilmente progettare, sviluppare e caricare i propri pacchetti, che potranno poi essere scaricati da tutti i possessori di Shift Sneaker. Sull’argomento Futurix aveva già pubblicato Volvorii cambia il look delle scarpe dallo smartphone e video.

27.6.15

Dongfeng Shopping Mall, trasgressivo centro commerciale in Cina


Un imponente baldacchino iconico a Led per proiezioni multimediali, un acquario verticale e un giro in barca sul canale, ecco la sorprendente architettura futuristica dello studio amphibianArc di Los Angeles. Un complesso commerciale d’intrattenimento, orientato verso la famiglia e il futuro, che mira a generare un'esperienza coinvolgente. Situato nel quartiere residenziale a nord-ovest di Zhengzhou, tra le prime 10 città più inquinate del paese, il progetto è caratterizzato da spettacolari paesaggi esterni ed interni, che s’intrecciano. 
Per aumentare la consapevolezza dei cittadini in materia di protezione dell'ambiente, è stato creato un microclima per i visitatori, mediante l’adozione del verde lussureggiante all'interno dell'edificio, con giardini pensili orizzontali e verticali. La piazza fontana e il canale sul 5° livello, insieme con l’acquario verticale, introducono l'elemento acqua, come simbolo di vita all'interno dell'edificio, secondo la filosofia cinese. 
I visitatori potranno sperimentare un giro in barca lungo il canale (foto), o fare un giro mozzafiato nell’ascensore di vetro attraverso l'acquario. Questo edificio 350 mila m² distribuiti su nove livelli, con negozi, numerosi ristoranti ispirati al tema dell'acqua, e un albergo. La piazza sopraelevata con la fontana, che funziona come luogo d’incontri, sarà il più grande del suo genere in Cina. Dello stesso studio, Futurix aveva già pubblicato nel 2013, Zoomlion Headquarters - Single Tower, architettura da fantascienza. Della stessa matrice architettonica, invece, Futurix ha pubblicato nel 2010, Il futuro Marine Research Center di Bali.

24.6.15

Sage Freescale, oltre il microonde


Un concept radicalmente innovativo, presentato dalla statunitense Freescale di Austin, che mira a rivoluzionare la cottura, sposando la comodità e la velocità di un forno a microonde, con le qualità di un forno tradizionale. Il forno di nuova generazione Sage, si adatta al moderno lifestyle orientato al comfort e alla comodità: pasti gustosi in pochi minuti. "I consumatori di tutto il mondo sono a corto di tempo, ma vogliono ancora pasti gourmet a casa", spiega Paul Hart, senior vice president di Freescale, "Non avranno più bisogno di scegliere tra qualità e convenienza”. 
Inventata nel 1967 la tecnologia del forno a microonde, non ha subito evoluzioni rilevanti da allora, con gli stessi inconvenienti, tra cui la cottura non uniforme: la carne è tiepida, mentre il contorno è bollente, e la perdita di sapore degli alimenti: il pollo sembra di gomma. Oltretutto le microonde operano nella stessa gamma di frequenza del Wi-Fi, quindi, può interferire con il funzionamento di altri dispositivi di trasmissione sullo stesso spettro. 
A differenza dei forni a microonde che utilizzano il magnetron, il nuovo forno utilizza emettitori a radiofrequenza (RF), che consentono una modulazione più precisa delle emissioni. Risultato? Oltre a monitorare il livello di cottura del cibo, la cottura intelligente di Sage, consente di modulare con precisione la cottura, preservando gusto e consistenza, e prevenendo la cottura eccessiva, che può distruggere il contenuto nutrizionale. Risultato? Un singolo forno che può cucinare allo stesso tempo più pasti differenti, tutti in modi differenti, con una gamma di stili di cottura diversi, dal dorato al croccante, senza sacrificare sapore e nutrimenti. Connesso a Internet e gestito da un App dedicata su smartphone, il forno può imparare e fornire nuove ricette. 

Sage video

21.6.15

Tiwal, la prima barca a vela gonfiabile


E’ francese la prima deriva gonfiabile al mondo, che tiene in due borse da 25 kg, per il trasporto nel portabagagli della propria auto, da montare in 20 minuti: una sorprendente innovazione nel mondo della vela! Il progetto nasce dalla giovane designer francese di 30 anni, Marion Excoffon, che non potendo andare da sola su quella di papà, aveva deciso di creare la propria barca a vela. 
Il Tiwal 3.2 è dotato di una struttura in alluminio smontabile, con innesti a scatto, che include le terrazze laterali, e serve d’appoggio per l’albero in fibra di carbonio in due parti, e per le appendici. Una borsa è prevista per lo scafo, e l'altra per la vela e la struttura. Arrivato a destinazione, il montaggio avviene in 6 fasi. Si gonfia lo scafo pneumatico con la pompa elettrica, s’installa la scassa della deriva, prima di fissare la struttura d’alluminio, con strisce in velcro. Si finisce di gonfiare lo scafo manualmente, e si assemblano i cinque pezzi che compongono l'albero e il boma, prima di armare la vela sull’albero e innestarlo nella scassa. 
E’ lunga 3,2 metri e può essere armato con una vela di 5,2 o 7 m² in materiali compositi. Può portare due adulti, o un adulto e due bambini. La forma dello scafo a V molto ampia e la sua leggerezza consente di ottenere delle esaltanti accelerazioni in planata, fino a 22 km/h. Non a caso, la barca della startup Tiwal francese di Vannes, in Bretagne, è stata eletta Boat of the Year 2014 negli Stati Uniti, e laureata del Reddot Design Award, best of the best. E’ esportato in più di 30 paesi, anche in italia, da ITA74 di Napoli. Prezzi a partire da 5.580 €. Da vedere lo spettacolare video HD sotto.

Tiwal video

17.6.15

Project Soli, è tra le nostre dita il futuro dell’interazione


Immaginate di interagire a distanza col vostro smartwatch o di regolare l’audio della radio, strofinando le dita. Ecco Project Soli di Google, un’innovativa tecnologia di controllo virtuale, uscita da un film di fantascienza, che prefigura il futuro dell’interfaccia con micromovimenti delle dita. Sfiorare l’indice sopra un display touchscreen potrebbe presto diventare obsoleto, come comporre oggi il numero su un vecchio telefono a disco. I dispositivi indossabili si presentano con display sempre più piccoli, e quindi più difficilmente fruibili con la tecnologia touchscreen. 
“Nel quotidiano usiamo in continuazione le mani per comunicare, e dovremmo essere in grado di usarle anche per interagire con la tecnologia. La nostra soluzione non prevede di sbracciarsi come dei matti davanti al Kinect.” spiega Ivan Poupyrev, fondatore di Project Soli, nel laboratorio di ricerca ATAP di Google. La soluzione proposta è l’utilizzo di un microchip radar. “Il radar ha una proprietà che nessun’altra tecnologia ha. Può funzionare attraverso i materiali, ed è estremamente preciso e veloce, rispetto alle telecamere di altri sistemi”, aggiunge Poupyrev, “Il radar è utilizzato per monitorare grandi oggetti: automobili, aerei e satelliti. Noi lo utilizziamo per monitorare i micromovimenti, trasformandolo in un sensore di gesti.” 
Questa tecnologia radar individua i movimenti delle dita, con una precisione impressionante, dell’ordine del millimetro, con una frequenza d’aggiornamento di 10 mila fotogrammi al secondo. Sono stati elaborati alcuni archetipi di controllo, come la manopola del volume e il cursore, sfiorando due dita, e il pulsante, che si digita pizzicando il pollice e l'indice (foto), creando così un vocabolario di microgesti, che gli algoritmi di Google possono autoimparare e interpretare, riconoscendo persino il proprietario. 
Soli potrebbe anche svolgere un ruolo importante nella realtà virtuale e aumentata, fornendo un’interazione intuitiva, con gli oggetti digitali incontrati nei mondi virtuali. Questa nuova tecnologia ergonomia e intuitiva, dovrebbe rivoluzionare la nostra interazione quotidiana. Dopo soli 10 mesi di sviluppo, il dispositivo, è stato ridotto dalle dimensioni di una console di gioco, a un microchip più piccolo dell’unghia (foto). Da vedere i due video HD illustrativi sotto.

13.6.15

MX3D, il ponte d’acciaio stampato in 3D dai robot


Ha dell’incredibile la nuova tecnica, che consentirà di stampare in 3D con dei robot, un ponte d’acciaio direttamente in loco, senza intervento umano sul cantiere! La startup olandese MX3D stamperà il primo ponte pedonale d’acciaio al mondo, sopra un canale nel centro di Amsterdam nel 2017. 
"Questo ponte mostrerà come la stampa 3D entra finalmente nel mondo su larga scala” spiega il designer olandese Joris Laarman (foto) che ha ideato questa tecnologia, nel suo laboratorio, con il sostegno tecnico tra gli altri, di Autodesk e ABB Robotics. “Ancora in un territorio inesplorato, questa innovativa stampa 3D, porta a una nuova tipologia di linguaggio, non vincolato da strati additivi. Le linee possono essere stampate e s’intersecano in modo da creare una struttura autoportante resistente”. 
Il principio di base è molto semplice. La stampante è una torcia di saldatura (foto) attaccata ad un sofisticato braccio robotica ABB a 6 assi, gestito via software, che emette piccole quantità di metallo fuso alla volta. A differenza delle stampanti 3D tradizionali, è in grado di stampare nello spazio in tutte le direzioni, metalli: acciaio, alluminio, acciaio inox, bronzo o rame, quindi senza la necessità di sostenere la struttura. 
I robot saranno quindi in grado di scorrere avanti sulle guide laterali, da loro stessi create, creando progressivamente il ponte. Questa modalità di fabbricazione autonoma, di un’opera di grande dimensione in un solo elemento, prefigura una profonda trasformazione nel futuro dell’edilizia. “Usare la stampa 3D per un ponte, consente alla progettazione e alla costruzione di operare mano nella mano” spiega van der Ven Jurre, Innovation Manager di Heijmans. Da vedere i due video HD illustrativi sotto.

10.6.15

37 anni di luce con la lampada LED CSYS di Dyson


In controcorrente alla deleteria obsolescenza programmata delle lampadine, nella società dei consumi, la lampada da scrivania LED CSYS inventata da Jake Dyson, che vanta una durata di vita di ben 37 anni, entra a far parte della produzione della nota azienda britannica Dyson diretta dal geniale padre. Il problema delle luci LED è il surriscaldamento, che alla lunga danneggia il rivestimento di fosforo, altera il colore e riduce anche le prestazioni. Mantenere il più fresco possibile i LED consente di allungarne la vita. 
“Così abbiamo inventato la prima luce che raffredda i LED in modo corretto. Risultato? Dura 37 anni." spiega Jake Dyson. 160 mila ore di funzionamento previsti, per 12 ore al giorno. Ispirata dai sistemi di raffreddamento nei satelliti e nei portatili, per abbassare la temperatura dei processori, il problema del surriscaldamento è stato risolto grazie a un condotto termico (heat pipe) che disperde il calore generato dai LED tramite il dissipatore in alluminio del braccio (foto). Questa tecnologia garantisce la massima qualità della luce e una perfetta resa dei colori, mantenendo una temperatura costante di 55 gradi, senza dover mai sostituire le lampadine. 
Jake condivide l'interesse di suo padre per il design. Mentre le lampade convenzionali di solito si affidano a delle molle, per rimanere in posizione, il nuovo design minimalista della lampada CSYS usa la gravità, con un sistema di contrappesi a carrucola ispirato alla gru edile, con un’innovativo sistema a tre assi, da muovere con grande facilità d’uso con un dito (foto). La luce può essere così spostata a 360 gradi, con entrambe le braccia a scorrimento orizzontale e verticale, nel punto esatto da illuminare. Il costo è di 445 Euro, ma l’ambiente ringrazia! 

Video

6.6.15

Electroloom, il vestito 2.0 fai da te, stampato in 3D


Immaginate in un prossimo futuro, di stampare a casa la vostra maglietta o gonna su misura, in un solo passaggio e in un pezzo unico senza cuciture! Basta forbici, ago e filo, ecco Electroloom, una rivoluzionaria stampante 3D che crea il tessuto da zero, spruzzandolo su una sagoma: la nuova frontiera del Prêt-à-Porter fai da te? L’alba di una rivoluzione nel rapporto Moda-tecnologia? “L'idea di base del progetto è di riuscire a creare una serie di capi che non hanno più bisogno di essere tagliati e cuciti” spiega Aaron Rowley, fondatore di Electroloom (Gif), “Uno degli obiettivo è quello di ridurre la quantità d’energia necessaria alla realizzazione di un capo d’abbigliamento." 
A differenza della stampante 3D tessile ideata da Disney Research, pubblicata da Futurix e video, che usa un filato di lana a modo di macchina da cucire, Electroloom non taglia, non cuce, ma genera il tessuto da zero, attraverso la tecnica di elettrofilatura (electrospinning). Il processo che converte una speciale soluzione liquida in nanofibre solide spruzzate da un ugello (Gif), e depositate su la piastra modello, guidate da un campo elettromagnetico, dentro la stampante. “il processo s’ispira alle tecniche utilizzate nei laboratori, per generare un tessuto organico, spiega Marcus Foley, cofondatore d’Electroloom. Si lavora ora, con una miscela di poliestere/cotone, con capi come magliette e gonne (foto), ma è stato sperimentato anche la seta. “La nostra tecnologia è capace di creare fibre in scala nanometrica” afferma Rowley. 
Ancora in fase di sperimentazione, il progetto di Aaron Rowley Marcus Foley, ingegneri biomedici, e Joseph White ingegnere informatico, di San Francisco, in fase di lancio su Kickstarter, potrebbe rappresentare la nuova frontiera dello shopping? Una volta tolto dallo stampo, il materiale flessibile, può essere drappeggiato, plissettato e rielaborato in modo simile ai tessuti tradizionali. In futuro, invece di una piastra modello 2D, ognuno potrebbe utilizzare il proprio busto in 3D (foto) per avere il capo perfettamente su misura. Nella foto in basso, il concept di Joshua Harris, dal design futuristico, per stampare capi d’abbigliamento all’orizzonte 2050.