16.4.19

Opté precision skincare, il Photoshop della pelle

Sembra uscito da un film di fantascienza Opté, questo concept high-tech di Procter & Gamble, presentato al CES di Las Vegas, che cancella le imperfezioni della pelle come Photoshop corregge i difetti delle foto. Un concentrato di tecnologie, protetto da oltre 40 brevetti che assomiglia a un rasoio elettrico, e combina tecnologia ottica, stampante a getto d’inchiostro e altro algoritmo proprietario, che mira a lasciare una pelle dall’aspetto impeccabile. Un’alternativa futuristica per sostituire pennelli, e altre spugne di fondotinta del trucco tradizionale? 
La luce di scansione a Led blu, massimizza i contrasti nella melanina cutanea, tre volte più di quello che l'occhio umano è in grado di percepire. Interviene poi una minuscola fotocamera digitale integrata, che acquisisce 200 immagini della pelle al secondo, mentre l’algoritmo di sistema determina, forma, dimensione e intensità di ogni imperfezione della pelle. Infine entra in gioco una stampante a getto d'inchiostro termico, da 120 ugelli più sottili di un capello umano, depositando minuscole gocce di siero di pigmenti minerali, ingredienti schiarenti e idratanti, sui punti della pelle da coprire. 
"Grazie alla collaborazione con importanti scienziati ed esperti di diversi settori, siamo stati in grado di creare un dispositivo per la cura della pelle all'avanguardia nel suo genere, dopo anni di sviluppo.” spiega Leigh Radford, Vice President di P & G Ventures. Insomma una bacchetta magica che giornalisti della BBC e VentureBeat dopo averlo provato, sono rimasti impressionati dai risultati.

Opté precision skincare video HD

12.4.19

A.I. la prima sedia creata dall’intelligenza artificiale

Presentata da Kartell al Salone del Mobile Milano 2019, la prima sedia creata dall’intelligenza artificiale, con la complicità dell’immancabile designer francese Philippe Starck, della statunitense Autodesk, e di un algoritmo elaborato con criteri di comfort, resistenza, solidità e risparmio materiale. Ma cosa manca all’intelligenza artificiale che già oggi è in grado di guidare automobili, diagnosticare malattie e riconoscere persone o oggetti nelle foto? Può la macchina essere creativa nel senso nobile della parola, o siamo di fronte a un abile operazione di marketing? 
Certamente l'intelligenza artificiale (AI) è imbattibile in termini di velocità, per l’enorme potenza di calcolo, e la quantità di big data a disposizione sulla rete, di cui si nutre. Quella che non possiede l’AI però è la sensibilità umana, che alla macchina manca per definizione. Può la macchina provare emozioni, sentimenti, e fare prova di buon senso? Non dimentichiamo che il mondo è digitale, ma l’uomo è analogico. Anche se non ce ne accorgiamo, non compriamo prodotti o servizi, compriamo emozioni.
Insomma, l’intelligenza artificiale potrà sostituire i creativi? Con la creatività si intende un pensiero originale che non esisteva, creando cose dal nulla. Gli umani possono innovare e pensare fuori dagli schemi. Per Holger Hampf esperto di design in BMW “L’uomo aggiunge la bellezza e l’eleganza” con la testa e il cuore.” Anche Oliver Schabenberger vice president di SAS pensa che “i lavori che richiedono creatività, innovazione, intuito e ragionamento non saranno sostituiti dagli algoritmi.” 
“Quello che mi auspico è un ritorno a un nuovo illuminismo, in cui l'uomo torna ad essere il centro del mondo, con la sua creatività e il suo ingegno” spiega invece Diego Cecato, coautore di “La matematica di Facebook” (Hoepli). Non a caso l’AI è una disciplina dibattuta tra scienziati e filosofi. È risaputo il timore espresso nei confronti dell’intelligenza artificiale, soprattutto nella presa di decisioni, da personaggi come Bill Gates, Elon Musk e non per ultimo lo scienziato Stephen Hawking che nel 2014 ha messo in guardia riguardo ai pericoli dell’AI, considerandola una minaccia per la sopravvivenza dell'umanità.

Sedia A.I. Kartell video HD