15.2.18

SpotMini, il cane robotico apre anche le porte

L’ultima versione del robot a quattro zampe della statunitense Boston Dynamics, nata come spin-off del Massachusetts Institute of technology (MIT), è ora capace non solo di aprire le porte con la maniglia, grazie alla quinta zampa snodata sopra, ma di tenerle aperte per lasciare passare altri quadrupedi meno evoluti. L’impressionante video sotto non lascia indifferenti. Questa creatura ibrida ci mostra l'incredibile potere della robotica. Gli ingegneri umani inventano nuove specie, perché non vincolati dalle regole della natura, ma solo della fisica. 
La robotica non cessa di stupirci e di interrogarci. Dotato d’intelligenza artificiale, SpotMini apre le porte perché capisce che qualcuno deve passare. Uscito da un film di fantascienza, nel video sotto intitolato “Hey Buddy, puoi darmi una mano?”, un suo collega robot gli chiede aiuto, cioè una zampa, per aprire una porta… anche un po’ inquietante, allo stesso modo in cui i velociraptor scoprivano come aprire le porte, per cacciare gli umani, in Jurassic Park. La vendita di un simile robot potrebbe essere più vicina di quanto pensiamo. Come il suo predecessore, SpotMini è anche capace di salire agevolmente le scale, di esplorare l’ambiente, di muoversi su terreni accidentati, e di afferrare oggetti grazie ai sensori. 
La sua ultima versione di 25 kg, è più snella con un migliorato design minimalista. Interamente elettrico, può funzionare per 90 minuti con una singola carica. E’ dotato di sistemi di visione 3D, mentre il suo braccio superiore a 5 gradi di libertà, vanta sensori di percezione rinforzati. "E’ il robot più silenzioso che abbiamo costruito" afferma Boston Dynamics. Futurix aveva già pubblicato nel 2016 la sua versione precedente, in grado di caricare la lavastoviglie senza rompere i piatti: SpotMini, l’innovativo robot domestico di Boston Dynamics, con relativo video.

SpotMini video HD

11.2.18

IronLev, il futuro oltre la ruota

Treni a levitazione magnetica low cost: una rivoluzionaria invenzione, tutta italiana, la più bella dopo la ruota! IronLev consentirà al trasporto su rotaie, compresi i treni ad alta velocità, tram e metropolitana di rottamare le ruote, senza la necessità di modificare i binari esistenti. A differenza dei sistemi a levitazione magnetica utilizzati da tempo nei treni in Giappone, con costose infrastrutture, la tecnologia italiana non richiede energia elettrica, perchè sfrutta alcune proprietà fisiche della materia: la cosiddetta levitazione magnetica passiva. 
Infatti, ogni materiale è in grado di generare un campo magnetico autonomo, che consente la levitazione statica. La tecnologia IronLev, ossia la levitazione ferromagnetica, è basata sugli stessi principi che hanno contribuito al successo della ruota: semplicità tecnica versatilità d'uso, e bassi costi di produzione. Il principio è quello di creare un cuscino che separi fisicamente i vagoni con pattini, che scivolano sui binari, senza però toccarli, con enormi vantaggi in termini di rumore, vibrazioni, attrito, ed efficienza. Pensate al rumore generato da un metro che entra in stazione! 
Risultati? Enormi risparmi in costi di manutenzione delle rotaie, ma anche di energia, se si pensa che oltre il 60% del budget operativo per un treno a levitazione magnetica tradizionale, è speso in energia per elettrificare tutta la rete attiva. Il prototipo del carrello di nuova generazione che scivola sui binari, è stato presentato in anteprima mondiale pochi giorni, fa a Treviso, dallo staff di IronLev (foto). “Con la levitazione magnetica passiva è possibile spostare un vagone di 10 tonnellate con la stessa forza necessaria a sollevare un peso di 10 chili" spiega Adriano Girotto (video), l’inventore e presidente di IronLev."
"Applicando il pattino sui treni di nuova generazione, senza quindi costruire nuovi vagoni è possibile utilizzare e valorizzare gli oltre 1,5 milioni di km di tracciati ferroviari esistenti nel mondo." IronLev è il risultato della joint venture tra due startup italiane: la Girotto Brevetti di Treviso, impegnata nella ricerca e sviluppo in ambito meccatronica, e Ales Tech, una spin-off della celebre scuola Sant’Anna di Pisa, già attivissima nell'ecosistema Hyperloop. Sull’argomento Futurix aveva già pubblicato nel 2013 Hyperloop, il supertreno proiettile da 1200 km/h, e nel 2017 Hyperloop, il rivoluzionario treno da 1200 km/h.

IronLev video HD