26.10.20

Project Olympus, il primo habitat lunare sostenibile




Torneremo sulla Luna? Il Progetto Olympus della NASA mira a sviluppare, una prima base lunare per ricercatori, con lo studio di architettura danese BIG (Bjarke Ingels Group), la statunitense ICON (costruzioni stampate in 3D), e SEArch + (Space Exploration Architecture), con una costruzione robotica che utilizza solo materiali trovati sulla Luna, con zero rifiuti. 

Strutture robuste, simili ad igloo stampati in 3D, che forniscono una migliore protezione termica, dalle radiazioni cosmiche e solari, e dai micrometeoriti, rispetto a gli habitat metallici o gonfiabili. "Costruire la prima casa su un altro mondo sarà il progetto di costruzione più ambizioso nella storia umana, e spingerà la scienza, l'ingegneria, la tecnologia e l'architettura verso una nuova era." afferma Jason Ballard, cofondatore e Ceo di ICON.

"Con ICON, apriamo nuove frontiere, materiali, tecnologiche e dal punto di vista ambientale", spiega Bjarke Ingels, fondatore e direttore creativo dello studio BIG. L’obiettivo è quello di stampare le infrastrutture sulla Luna. “Crediamo che la stampa 3D con materiali ‘locali’ non sia solo una soluzione pratica, ma fondamentale, per la sopravvivenza della nostra specie,  sulla Terra e nello spazio”, spiegano i cofondatori di SEArch +. 

Le tecnologie di stampa 3D limiteranno la dipendenza logistica dalla Terra, con le risorse disponibili sulla Luna: la regolite, la polvere di Luna, come materiale da costruzione, che contiene silicio, alluminio, calcio e ossidi di ferro. Con il programma Artemis la NASA stabilirà una presenza umana a lungo termine, su e intorno alla luna entro la fine degli anni ’20. Sulle case stampate in 3D, Futurix aveva già pubblicato nel 2013 La casa del futuro? Stampata in 3D, con video, e nel 2019 Il primo Quartiero al mondo di case stampate in 3D e relativo video HD.



 

Project Olympus video HD

21.10.20

Digit Agility Robotics, l'evoluzione della specie




Per il team di Agility Robotics, uno dei principali sviluppatori di robot bipedi, è ora che i robot comincino a uscire dai laboratori di ricerca, e inizino a fare cose utili. Il loro robot Digit, rivisto e corretto con un design umanizzato, in grado di rimuovere le scatole dagli scaffali, e caricarle su un camion, può essere finalmente acquistato. Ha 2 braccia, 2 gambe e si muove come un essere umano. 
Il lavoro umano negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, scarseggia per vari fattori, non ultimo l'attuale Covid-19. “Un giorno i robot ambulanti umanoidi saranno uno spettacolo comune, simile alle automobili e con lo stesso impatto” spiega Jonathan Hurst, Ceo e cofondatore di Agility Robotics nonché professore di robotica al College of Engineering, della Oregon State University. Digit può chinarsi per sollevare le scatole e poi trasportarle fino al punto finale desiderato, compreso le scale, per lasciare la scatola dov’è necessario. 
La sua "testa" è dotata del noto sensore Lidar, una tecnologia già utilizzata nella guida autonoma, che consente di evitare gli ostacoli. Il robot dovrebbe essere dedicato al settore logistica, e alla problematica dell’ultimo miglio, dove i robot su ruote hanno una mobilità limitata,  e dove l’e-commerce è alla ricerca adesso, di soluzioni di consegna senza contatto fisico. Sull’argomento Futurix aveva già pubblicato nel 2018 Cassie, l’evoluto robot bipede di Agility Robotics, con relativo video HD, e nel 2019 Digit consegnerà pacchi e pizze.

Digit video HD