26.1.15

Quirkbot, robot fai da te con cannucce


Minimalista, semplice, intelligente, creativo, educativo, innovativo, gli aggettivi si sprecano per analizzare la galassia Quirkbot: un Lego 2.0 per creare e inventare con un microcontrollore Arduino programmabile, e altri micro servomotori, Led e semplici cannucce, una pluralità di robot in movimento. Chiamalo giocatolo! E’ un sistema intelligente che consente di sviluppare a tutte le età, la creatività e l’inventiva, provando emozioni. "Con Quirkbot è possibile costruire robot stravaganti, abiti lampeggianti e creature che suonano, con cannucce standard e un po’ di fantasia", spiegano i fondatori della startup svedese. Quirkbot ha aggiunto la vita con l’elettronica e la programmazione, al geniale kit di costruzione compatibile, della svedese Strawbees, finanziato con successo un anno fa su Kickstarter, che consente di collegare cannucce gli uni agli altri. 
Collegato a un computer, Quirkbot può funzionare da tastiera o mouse. Questo rende molto semplice la sua programmazione nel controllore, per qualsiasi gioco o applicazione. Quirkbot può anche operare come dispositivo MIDI, in modo da poter interagire con programmi di musica. Ma oltre al collegamento fisico, bisogna programmare il robot: un’intuitiva interfaccia grafica (Gif animata) eseguita direttamente sul sito, consente di collegare e programmare i componenti, senza scrivere una riga di codice! È possibile creare, modificare e condividere i progetti con gli amici in qualsiasi momento, come il robot danzante (Gif animata). Chiunque può costruire in modo semplice, un progetto interattivo senza saldatura. Si può preordinare Quirkbot su Kickstarter. Da vedere i due video HD sotto.

Quirkbot demo

Strawbees demo

23.1.15

HoloLens, la magica interfaccia da fantascienza di Microsoft


Immaginate informazioni tridimensionali, giochi, laboratori e progetti 3d virtuali, oltre i pixel dello schermo, raffigurati da ologrammi 3D ad alta definizione, da interagire a gesti e a voce, come nel ponte ologrammi di Star Trek. Gli oggetti si smaterializzano diventando ologrammi. Appaiano con un gesto e spariscono, come per magia, quando non servono: più minimalista di così.. La fantascienza diventa realtà: una rivoluzione! Inizia l’era del computing olografico? Nel momento in cui Google smette di vendere i suoi Google Glass, Microsoft presenta una nuova realtà con il suo visore. HoloLens va oltre la realtà aumentata e la realtà virtuale, consentendo di interagire con ologrammi 3D integrati nel mondo reale, aprendo nuovi modi di creare, comunicare, lavorare e giocare. 
Il visore wireless che assomiglia ad occhiali da sci, è a tutti gli effetti, un computer da indossare completo di videocamere, e sensori avanzati come Kinect. La sua trasparenza consente di non perdere mai di vista il mondo circostante, a differenza dei caschi immersivi alla Oculus Rift, che isolano invece, dall’ambiente esterno, e che hanno bisogno peraltro di essere collegati a un computer, o a uno smartphone per funzionare. Grazie alla sua interfaccia proprietaria Windows Holographic, le possibili applicazioni per semplificare la vita quotidiana sono infinite. Sfruttando una videochiamata Skype, la figlia chiama il padre che la guida passo passo, per sistemare il sifone del lavandino (foto): nuovi modi di collaborare come la formazione a distanza e tutorial dal vivo. HoloLens è anche una benedizione per il mondo della progettazione e del design, con la sua interfaccia intuitiva e semplice, che consente di ottenere efficaci e veloci rendering olografici interattivi (foto moto). 
«Gli ologrammi potranno diventare parte del nostro quotidiano» spiega Alex Kipman, capo progetto e papa di Kinect, un quotidiano dove i display fissi o mobili saranno obsoleti. “Questo è il PC di nuova generazione." L’app HoloStudio di Microsoft permette di ideare oggetti 3D, come un nuovo “Photoshop olografico”, e di realizzarli con la stampa 3D. L’ambizioso progetto a cui Microsoft sta lavorando in gran segreto da 5 anni, diventerà un serio concorrente di Magic Leap (pubblicato da Futurix), finanziato anche da Google, ma non ancora finalizzato! Da vedere i due spettacolari video HD di Microsoft sotto. Come diceva Arthur Clarke, autore di 2001: Odissea nello spazio "Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia".

HoloLens demo

HoloLens

20.1.15

Twinkind, il vostro selfie 3D in miniatura


Se nell'antica Grecia, i cittadini benestanti commissionavano il loro busto in marmo, per soddisfare il proprio ego, se poi secoli dopo i ritratti erano dipinti, nell’era digitale il selfie si fa ormai in 3D, grazie alla startup Twinkind di Berlino, che vanta lo stato dell’arte in materia, con le sue miniature 3D iperrealiste per qualità di stampa e colori, fedeli nei minimi dettagli: chapeau! Il successo è all’appuntamento. “Vedo le figurine come la progressione logica del nostro secolare desiderio di documentare noi stessi. Penso che a molti piace l'idea di congelare un attimo di vita” spiega Timo Schaedel, cofondatore di Twinkind, (che osserva se stesso sulla foto), “Siamo ora concentrati sull’introduzione di nuove tecnologie. Lo scopo è di raggiungere un realismo al 100%”. 
Il processo di scansione 3D di Twinkind è più rapido e indolore, di qualsiasi altro sistema. 100 fotocamere digitali d’alta qualità disposte a 360° scattano foto in un batter d’occhio, sul soggetto posto al centro della sala di posa (Matrix Effect). Diventa così possibile scannerizzare anche cani e gatti, che non potevano stare fermi per lunghi minuti. Il software di Twinkind analizza le fotografie, e genera automaticamente la matematica digitale, e i colori per la stampa 3D, con la tecnica della sinterizzazione laser selettiva. Invece delle figurine 3D dipinte a mano dei primi tentativi di alcuni anni fa, nel mondo, Twinkind stampa direttamente a colori (vedi video). I prezzi partono da 99 Euro per un’altezza da 7,5 cm, 219 € da 15 cm, fino a 695 € da 35 cm.

Twinkind video

17.1.15

Dolfi, la prima lavatrice tascabile a ultrasuoni


Ha l’aspetto e la dimensione di una saponetta, ma trasforma qualsiasi lavandino, in viaggio o a casa, in una lavatrice virtuale, in grado di pulire, anche senza detersivo, gli indumenti in mezz’ora. Finalmente un mouse per lavare i panni! Arriva il bucato high-tech? Dolfi è il dispositivo di lavaggio più piccolo e più soft al mondo! Il concept è rivoluzionario, perché utilizza la tecnologia degli ultrasuoni, tradizionalmente usata per pulire gioielli, occhiali, orologi, strumenti odontoiatrici e chirurgici, efficace anche per disintegrare le cellule biologiche in laboratorio, ma è inedita in ambiente domestico. Le onde sonore ultrasoniche, modulate dal trasduttore, affrontano lo sporco e i batteri, fino al livello microscopico, lasciando i vestiti freschi, puliti, e soprattutto, non danneggiati. 
Il nome Dolfi è un omaggio al delfino, uno degli animali più intelligenti del nostro pianeta, che utilizza gli ultrasuoni per orientarsi, grazie al suo doppio sonar. "L'idea di Dolfi mi è venuta dopo alcune esperienze terribili con le lavanderie durante i miei lunghi viaggi” spiega Lena Solis, fondatrice della startup Dolfi. L’innovativa tecnologia è stata sviluppata da MPI Ultrasonics, un laboratorio d’ingegneria svizzero, con 25 anni d’esperienza, mentre il design è di André Fangueiro dello Studio Lata. Questo dispositivo compatto ma potente, consuma 80 % d’energia in meno, di una lavatrice convenzionale, senza contare il risparmio d’acqua: il pianeta ringrazia! Dolfi, che può essere utilizzato anche sui tessuti delicati come la seta e il cashmere, probabilmente non sostituirà la tradizionale lavatrice, ma cambierà la nostra esperienza di lavaggio. Si può preordinare ora su IndieGoGo per 89 dollari.

video

15.1.15

La realtà aumentata di Google Translate


Immaginate di trovarvi di fronte al menu di un ristorante russo, o in una stazione, nella totale incapacità di decifrare il significato! L’incubo sta per finire. Il colosso di Mountain View ha annunciato ieri, la nuova versione della sua applicazione gratuita Google Translate per iOS e Android, che include Word Lens, startup fondata da Otavio Good, acquisita l'anno scorso, e il traduttore vocale in tempo reale: una modalità di conversazione, che utilizza il riconoscimento vocale e la potenza del cloud Internet, per tradurre una chiacchierata tra persone che parlano lingue diverse (video sotto), visualizzati anche in forma scritta sul display dello smartphone. Un mondo senza barriere linguistiche? Un passo avanti verso il traduttore universale? “Oltre 500 milioni di persone utilizzano Google Translate ogni mese, per un totale di oltre un miliardo di testi tradotti al giorno” spiega Google. 
Word Lens in Google Translate opera in tempo reale senza connessione a Internet, evitando spese di roaming inutili. Basta puntare lo smartphone verso qualsiasi testo: menu, cartelli, segnali stradali, informazioni, pubblicità.. Grazie alla realtà aumentata, solo il testo dell’immagine inquadrata è tradotto all’istante nella lingua desiderata, mantenendo la stessa tipografia e colori. La Gif animata riassume bene la semplicità d’uso. In modalità conversazione, invece, è sufficiente toccare l microfono dell’app una sola volta, per iniziare a parlare, Translate riconosce automaticamente la lingua e traduce vocalmente nell’altra lingua, in tempo reale, appena terminata la frase (video sotto). "Siamo più vicini a trasformare il telefono in un traduttore universale, e a un mondo in cui la lingua non è più un ostacolo” ha detto Barak Turovsky, responsabile di Google Translate. Per il momento l’app è disponibile solamente da, e verso l’inglese, con francese, tedesco, italiano, portoghese, russo e spagnolo, e si può già scaricare dall’App Store.

Google Translate demo

12.1.15

La Smart City di Parigi nel 2050 di Vincent Callebaut


Commissionato nell'ambito del Piano Clima Energia del comune di Parigi, che prevede di ridurre del 75% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2050, il futuristico progetto Paris Smart City 2050 dello studio Vincent Callebaut Architectures, pure rispettando la ricca storia di Parigi, mira a coltivare un futuro più sano, riducendo l’impatto ambientale. La ricerca ha privilegiato l’integrazione di una serie di otto diverse tipologie di grattacieli verdi ad energia positiva, in grado di alimentare i propri quartieri di riferimento. Queste torri reinseriscono la natura nel cuore della città, e integrano dalla progettazione le regole della bioedilizia, tra cui il riscaldamento e il raffreddamento passivi, il riciclo dell'acqua piovana, l’inserimento di pareti verdi che infondono aria fresca nelle metropoli. Il piano integra anche orti comunitari e spazi verdi, incoraggiando i residenti a portare gli aspetti della vita rurale all'interno del tessuto urbano. Le torri sono tutte ad uso misto, residenziale e commerciale, favorendo l'integrazione delle attività, e riducendo così la necessità di trasporto su base giornaliera. 
Da notare le torri antismog (1 e 2) che produrranno energia elettrica attraverso l'integrazione delle turbine eoliche assiali. Concepite lungo un corridoio ecologico di 23 km, della vecchia linea ferroviaria in disuso, trasformata a polmone verde pubblico, con tanto di piste ciclabili, giardini e orti urbani. Queste torri cicloniche filtrano lo smog atmosferico grazie alla loro struttura fotocatalitica in diossido di titanio. Le Photosynthesis Towers (3) mirano invece, a migliorare l’impatto estetico e spreco d’energia, del complesso immobiliare delle Torre Maine-Montparnasse, modificandola in un vero Central Park verticale, sormontati da sky gardens, giardini sospesi e un involucro di bioreattori d’alghe verdi. Questi bioreattori permetteranno di risparmiare fino al 50% per il riscaldamento e l’aria condizionata. Le Torri Mangrovie (4) della Gare du Nord, prima stazione europea per traffico, e la terza al mondo dopo Tokyo e Chicago. Autentica foresta di grattacieli vegetali, questa mangrovia urbana sarà ad energia positiva, cioè produrrà più energia di quella consumata. Le sue facciate tubolari rivestite da un’epidermide fotoelettrochimico, ispirato della fotosintesi vegetale, produrranno energia elettrica. 

9.1.15

F 015 Luxury in Motion, l’auto del futuro di Mercedes


Design d’eccezione e concentrato di tecnologia, per il futuristico concept car Mercedes a guida autonoma, presentato al Consumer Electronics Show di Las Vegas: dalla macchina come semplice mezzo di trasporto a un raffinato spazio di vita mobile. Con una filosofia di design, basata sull’emozione, la sensualità e l’intelligenza, l’auto diventa un lussuoso salotto su quattro ruote, dove i passeggeri possono rilassarsi, comunicare, e anche riposarsi durante la guida del computer di bordo. "Chiunque si concentra esclusivamente sulla tecnologia non ha ancora capito come la guida autonoma cambierà la nostra società," spiega Dieter Zetsche presidente di Daimler. 
La linea filante e aerodinamica del tetto, come una goccia d’acqua, il parabrezza piatto, la purezza delle linee, concorrono all’aspetto armonioso della vettura. La caratteristica del concetto innovativo interno è il sistema di seduta variabile, con quattro sedili avvolgenti da fantascienza, girevoli, trasformono l’abitacolo in un salotto, che all'apertura delle porte si girano automaticamente verso l’esterno, per facilitare l’accesso. La struttura realizzata in fibre di carbonio rinforzato e alluminio è 40% più leggera. Monta un potente motore ibrido (idrogeno ed elettrico con celle a combustibile) e vanta un'autonomia di 1.100 Km a emissioni zero. 
L'interno concepito come uno spazio di vita digitale, offre un continuo scambio d’informazioni tra i veicoli, i passeggeri e il mondo esterno. Una simbiosi perfetta del virtuale e del mondo reale. I passeggeri sono in grado di interagire in modo intuitivo, con tecnologia eye-tracking, a gesti, e sfiorando display touchscreen ad alta risoluzione, nel quadro strumenti, ma anche nelle portiere. La F 015 comunica, sia visivamente che acusticamente, con suoni e specifiche istruzioni vocali. Un sistema di proiezione laser ad alta precisione permette alla F 015, di proiettare un ampio cono di luce sulla strada di fronte, a mostrare informazioni importanti, come ad esempio delle strisce virtuali, che segnalano al pedone che può attraversare (foto). Le luci della griglia anteriore indicano se l'auto è in modalità autonoma o manuale, mentre la targa è sostituita da un QR code. Futurix aveva già pubblicato Rinspeed XchangE, il futuro su quattro ruote.

F 015 Mercedes video

6.1.15

ZVR Virtual Reality Display, il monitor con visione olografica


Proprio come gli ologrammi che abbiamo visto in film come Avatar, ora è possibile interagire con oggetti simulati in ambienti virtuali, come se fossero reali. E’ possibile spostare, ingrandire, ruotare gli oggetti estraendo componenti, con precisione chirurgica, grazie al raggio laser della penna che agisce come un puntatore: impressionante! Dopo il suo computer reinventato Sprout, Hp annuncia dal Consumer Electronics Show di Las Vegas in corso, il lancio a primavera del suo monitor da 23,6 pollici, con visione olografica, che mira ad abbattere le barriere tra il mondo digitale e quello fisico. 
Ieri il tavolo da disegno, poi i programmi 3D su computer. Oggi ecco l’avanzata piattaforma 3D olografica, interattiva. La tecnologia funziona attraverso un paio d’occhiali 3D leggere, più facili da usare rispetto alle cuffie di realtà virtuale, e quattro telecamere a infrarossi poste in cima al monitor, che tracciano il movimento della testa, e modificano in tempo reale la prospettiva delle immagini. Il raggio laser della penna che agisce come un puntatore, serve a manipolare e interagire in modo intuitivo con i componenti di un oggetto 3D (vedi video). Uno strumento che rivoluzionerà la progettazione di designer, architetti e scienziati. 
HP ha avviato una partnership con la californiana zSpace, che in verità, ha elaborato questa innovativa tecnologia già dal 2012. Da allora zSpace è conosciuta per i suoi sviluppi in interazione uomo-computer. HP appare in questa operazione come un solido supporto commerciale per un lancio su vasta scala. Futurix aveva già pubblicato, infatti, nel luglio del 2012, Virtual holographic display zSpace, al di là di ogni immaginazione. Tuttavia il design del monitor sembra uscito, dalle pagine di un romanzo cyberpunk degli anni novanta, con quelle strane e disarmoniche protruberanze sulla parte superiore, peccato. Questa tecnologia futuristica meritava meglio! Da non mancare lo spettacolare video demo sotto.

Tecnologia zSpace demo

4.1.15

Xperia Aquatech Store, è di Sony il primo negozio subacqueo


Pronti a entrare in negozio? Si, ma con pinne, maschera e eventualmente bombola. Il negozio temporaneo Xperia Aquatech Store, si trova nelle acque del Golfo Persico a Dubai, con ingresso a 4 metri di profondità. Una bolla da fantascienza che assomiglia a una medusa, con i suoi tentacoli filiformi, dotata di oblò e ovviamente di connessione Wi-Fi, per consentire la condivisione delle foto e selfie sott’acqua. Basta percorre a nuoto il tratto di mare che porta alla struttura sul fondale, immergersi in apnea o con la bombola, e riemergere all’interno con la possibilità di poter respirare normalmente. In verità Sony ha ideato questa innovativa e brillante operazione di comunicazione, per rilanciare il suo marchio Xperia, e far provare dal vivo l’efficienza dei suoi prodotti a tenuta stagna, (Z3 Compact, Z3 Tablet) alla stampa, ai Vip e a un gruppo selezionato di clienti, per alcuni giorni: una trovata pubblicitaria certamente originale e vincente. Ruediger Odenbach, Vice Presidente di Sony Mobile Medio Oriente e Africa, ha dichiarato che questo concept store offrirà ai clienti "un'esperienza esaltante e indimenticabile”. Allora perché non aprirlo in futuro anche a tutti i consumatori di passaggio a Dubai?

Aquatech Store video

31.12.14

Neclumi, la collana diventa virtuale e interattiva


Gioielli di luce proiettati sulla pelle: la realtà aumentata proiettata sul corpo. Neclumi è una collana di luce che non si può toccare, acquistare o farsi rubare: una rivoluzione nel mondo dei gioielli, nell’era digitale. Neclumi è la prima collana interattiva: cambia forma e intensità, con i movimenti del corpo. Dagli oggetti ai servizi, tutto si smaterializza, perdendo fisicità! Gli eBook sostituiscono i libri cartacei, non si comprano più CD, la musica si ascolta in streaming, i giornali si leggono online, i dati si salvano sul Cloud. “Siamo disposti ad abbandonare gli atomi d’oro per le onde di luce?” s’interroga Jakub Koźniewski ideatore del futuristico concept, con un team di designer della panGenerator di Varsavia. Invece di comprare la collana dal gioielliere, la scaricheremmo dall’App Store? 
Allo Stato attuale il prototipo si basa su un iPhone, con App dedicata, e un pico proiettore, collegato via cavetto Hdmi, fissato sul petto. A scelta quattro modelli e modalità d’interazione. Airo modifica le sue elegante linee di luce in base alla camminata, via il pedometro. Roto, a forma di ciondolo, reagisce invece alla rotazione del corpo, grazie alla bussola, mentre Movi reagisce al movimento del corpo utilizzando l’accelerometro. Infine Soni reagisce al suono ambientale e alla voce, attraverso il microfono. Ma Koźniewski va oltre. Immagina anche che le proiezioni potrebbero aiutare le persone, magari con disabilità (sordomuti) con nuovi modi di comunicare e nuove interfacce. Sarà necessario ancora parecchio tempo prima di vedere sul mercato, questi piccoli tatuaggi di luce evolutivi sul collo, ma con la rapida evoluzione della miniaturizzazione c’è da scommettere che potrebbe arrivare quanto prima. Sull’argomento, Futurix aveva pubblicato Ritot smartwatch, la mano come display, e Cicret Bracelet, il braccio diventa touchscreen

Neclumi video

28.12.14

Da Toshiba display 3D senza occhiali, anche su smartphone


Una nuova tecnologia di visualizzazione 3D della Toshiba, consentirà di passare dal 2D al 3D sugli smartphone, senza i fastidiosi occhiali. Il costruttore giapponese ha annunciato che ha ideato, per primo, un display 4K in ultra alta definizione (4K UHD), che potrebbe avere future implicazioni per i dispositivi mobili. Il display da 15 pollici avrà una maggiore definizione delle immagini 3D, con meno problemi di doppia visione. Risultato? Una risoluzione 3D di 3840 × 2160 pixel, con possibilità di visualizzare sullo stesso display immagini 2D in ultra alta definizione. I display 3D senza occhiali non sono nuovi. La stessa Toshiba cominciò a proporre nel 2010, un televisore 3D auto stereoscopico senza occhiali, evitando l’affaticamento della vista. Nel settembre del 2011 poi, presentò il primo televisore 3D da 55 pollici senza occhiali. Toshiba mira anche alla commercializzazione del nuovo display, per prodotti industriali e medicali Business to Business. (l’illustrazione è di Andrey_Popov)

26.12.14

Bee'ah, le dune di Zaha Hadid nel deserto degli Emirati


La futura sede di Bee'ah, azienda leader nell’ambiente e nella gestione integrata dei rifiuti, in Medio Oriente, sorgerà dal deserto come delle dune, o una flotta di astronave aliene, a Sharjah, importante centro urbano degli Emirati Arabi Uniti, mimetizzandosi bene nel territorio. La nuova sede sarà utilizzata anche per ospitare campagne d’educazione e di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, con l’auditorium e lo spazio espositivo. L’obiettivo di Bee'ah è di lavorare per lo Zero-Rifiuti in discarica, l’aria e l’acqua puliti, le energie rinnovabili, all’insegna della sostenibilità. Il progetto, che integrerà strutture educative e spazi espositivi, è concepito come una serie di dune di sabbia orientate, come risposta ai venti prevalenti della regione. 
Le due dune centrali, che comprendono hall d'ingresso, centro di formazione visitatori, una galleria e gli uffici, s’intersecano tramite un ampio cortile, paragonato dallo studio Zaha Hadid Architects, vincitore del concorso ad inviti, un’oasi nel deserto. Gi interni sono inondati di luce naturale, ed è stata ridotta la superficie vetrata esposta al sole. Il calore di scarto provvede alla fornitura d’acqua calda. Un particolare riguardo è stato posto alla ventilazione naturale, riducendo al minimo l’utilizzo dell’aria condizionato, mentre le celle fotovoltaiche disposte sul sito, fornisco l’energia necessaria. Risultato? Il consumo energetico dell'edificio sarà ridotto del 30%. Infine porzioni significative dell’edificio, saranno costruiti con materiali recuperati dalle demolizioni locali.

22.12.14

Hyperloop, il treno da 1200m km/h in fase di sviluppo


Il treno del futuro Hyperloop, il progetto folle di Elon Musk, Ceo di Tesla Motors e SpaceX, in grado di collegare San Francisco a Los Angeles (610 km) in mezz’ora, ora in fase di studio, potrebbe essere realizzato entro 10 anni. Ad affermarlo è Il dream team di 100 ingegneri provenienti da Boeing, NASA, Airbus, SpaceX, diviso in gruppi di lavoro, per interessi e competenze, che sta lavorando gratuitamente sul progetto, in cambio di stock option. JumpStartFund, una startup Californiana, diretta da Dirk Ahlborn, nata per concretizzare le idee ambiziose ha, infatti, rilevato la sfida di sviluppare e costruire Hyperloop, portando il progetto sulla loro piattaforma online, e creando la Hyperloop Transportation Technologies. La ricerca copre i vari aspetti del progetto, tra cui la pianificazione del percorso, il design delle capsule, e l'analisi dei costi. 
Ahlborn spiega che la costruzione del tubo a bassa pressione e i piloni di sostegno, sono stati in gran parte risolti. La parte difficile è il movimento delle capsule all'interno del tubo. Per eliminare l'attrito, Elon Musk aveva proposto di utilizzare un compressore per creare dei cuscini d'aria sotto la capsula: l'approccio più economico. La squadra di Ahlborn, invece, sta esaminando la possibilità di utilizzare la levitazione magnetic e altre alternative. “Vogliamo trovare il modo migliore per risolvere il problema al meglio.” In origine, Hyperloop era previsto per viaggiare tra Los Angeles e San Francisco, ma l'obiettivo finale è quello di creare una vasta rete, da Houston a Phoenix, da New York a Salt Lake City, più veloce di tutti i viaggi aerei. Futurix aveva già pubblicato nel 2013 Hyperloop, il supertreno proiettile da 1200 km/h. 

Hyperloop video

19.12.14

Kinematics Dress, il vestito? Stampato in 3D


2.279 elementi triangolari rigidi collegati tra loro da 3316 cerniere, stampati in 3D per la prima volta, in un unico pezzo di nylon, pronto all’uso. Un vestito di plastica che si muove e ondeggia, in modo fluido e naturale, seguendo i movimenti del corpo, come il tessuto reale: l’alba di una rivoluzione nel mondo della moda? Artefici del sorprendente design, Jessica Rosenkrantz e Jesse Louis-Rosenberg cofondatori della statunitense Nervous System, e del nuovo software Kinematics, che combina tecniche di origami con nuovi approcci per la stampa 3D, spingendo i limiti della tecnologia. Le stampanti 3D hanno avuto sinora un uso piuttosto limitato nel mondo della moda. I primi esperimenti d’indumenti stampati in 3D, erano troppo rigidi, come una corazza, per poter essere indossati. Questo innovativo approccio apre nuove frontiere! La semi- trasparenza del vestito aggiunge poi un pizzico di mistero lasciando intravedere il corpo. Il MoMA di New York l’ha inserito nella sua collezione permanente. 
A differenza dei tradizionali vestiti di tessuto, tagliati, e cuciti, l’abito Kinematics è creato in 3D dalle scansioni del corpo, senza richiedere alcun assemblaggio. Il modello ottenuto è scomposto in elementi triangolari di varie dimensioni. I progettisti possono controllare la posizione e la quantità dei triangoli con uno strumento basato su Javascript, e visualizzare in anteprima l’impatto delle modifiche. Gli algoritmi aggiungono poi le cerniere ai triangoli, e comprimono il disegno nella forma più piccola possibile, piegandolo due volte a meta, riducendo il volume dell’85%. Stampato con la tecnica della sinterizzazione laser selettiva (vedi video) viene dispiegato dopo. L'intero abito è personalizzabile nella forma e nello stile con l'applicazione Kinematics Cloth. utilizzando una tecnica di re-meshing che regola il file in base a vari parametri.

Kinematics Dress

Kinematics Fold

16.12.14

Levis concept, il rubinetto digitale touch


Nessuna manopola da girare o leva da azionare, ma un nuovo approccio. Questo interessante concept di rubinetto, dal minimalismo sensuale, riunisce in se semplicità, emozione e facilità d’uso. Senza parti in movimento, Levis utilizza il Touch control con feedback a Led, per personalizzare temperatura e flusso dell’acqua. La sicurezza dei bambini è garantita dalla possibilità di programmare una temperatura massima. Il digitale non solo cambia la forma dei nostri oggetti, ma modifica sensibilmente i nostri rapporti con loro. La rivoluzione industriale aveva visto il trionfo dei meccanismi. Volani, leve, manovelle: un rapporto meccanico diretto con gli elementi da azionare. Oggi si sfiorano delicatamente superficie, creando un ambiente multisensoriale. Il design di questo elegante concept, realizzato in collaborazione con la tedesca Grohe, è stato influenzato dalle forme organiche delle foglie e del fiore di loto.