25.1.20

Clearview, addio privacy

Degna dal romanzo 1984 di George Orwell, l’app Clearview AI scoperta dal New York Times, è in grado di indentificare all’istante, ogni essere umano nel mondo, da una semplice foto. L’app già utilizzata dall’FBI, può declinare nome, cognome, email, indirizzo, e quant’altra su chiunque: una notizia spaventosa, uscita da un brutto romanzo di fantascienza. Grazie all’intelligenza artificiale, l’ombra di Big Brother tira profitto da ben 3 miliardi di foto prese su Facebook, Twitter e altri Social. Inizia l’era della sorveglianza globale? 
Chiunque potrà fotografare uno sconosciuto, o magari una bella donna in strada, per conoscere la sua identità. Peggio ancora, l’app della startup d’origine australiana, contiene del codice per un futuro utilizzo sugli occhiali di realtà aumentata. OpenAI, la società no-profit fondata da Elon Musk per limitare gli effetti negativi dell’Intelligenza Artificiale, ha iniziato a dubitare se continuare a pubblicare le proprie ricerche. La realtà va più veloce della fantascienza. L‘Unione europea sta valutando una sospensione del riconoscimento facciale per i prossimi 5 anni. San Francisco ne ha vietato l’utilizzo. Cresce, infatti, la preoccupazione per le implicazioni etiche dei progressi della tecnologia. 
La Cina avanza invece imperturbabile sulla propria strada, tutta dedicata al dio tecnologia. E’ di recente l’obbligo per i cinesi desiderosi di comprare un nuovo smartphone, di sottomettersi alla schedature del riconoscimento facciale. È previsto in un prossimo futuro un simile obbligo, per i frequentatori di aeroporti, che hanno già cominciato ad utilizzarlo. E’ iniziato l'era del riconoscimento facciale di massa? Futurix aveva già pubblicato nel 2018 Big Brother 2.0 in Cina con video HD, e Riconoscimento facciale nelle scuole in Cina.

Clearview video HD

19.1.20

ACBC, la prima scarpa modulare al mondo

La scarpa cambia volto, ed è tutta italiana la rivoluzione delle scarpe componibili: una geniale opera di design. Immaginate di comprare singolarmente le suole, e le skin (tomaie), proposte in 16 varianti e oltre 60 combinazioni di colore. Basta zipparle insieme con la cerniera per ottenere scarpe diverse in ogni occasione. L’avete sognato, la milanese ACBC (Advanced Commuter Basic Concept) l’ha fatto! Il marchio ha aperto il suo primo showroom in Italia in via Fiori Chiari, nel cuore del quartiere di Brera.
“La filosofia alla base resta l’attenzione all’innovazione per proporre prodotti altamente innovativi, basati su ricerca e sviluppo di modelli con un certo appeal, e funzionali”, spiega Edoardo Iannuzzi Ceo (foto) e direttore creativo di ACBC. Il marchio focalizza la propria produzione soprattutto su sneakers modulabili. Oltretutto creare le scarpe con una suola, singola riduce l’impatto ambientale. L’industria delle calzature inquina infatti come 80 milioni di auto. E in valigia si risparmia l’80% dello spazio e ben 70% del peso. 

ACBC Video HD