21.1.18

Tetra, la prima lavastoviglie minimalista per single

Minimalista nelle dimensioni, minimalista nel design e nel funzionamento, trasparente, compatta come un piccolo forno a microonde. Niente impianto idraulico, si può usare ovunque con un semplice bicchiere d’acqua e una presa elettrica. Ecco Tetra, la prima mini lavastoviglie, della statunitense Heatworks, progettata dal noto studio Frog Design, premiata al recente CES di Las Vegas: un concentrato d’innovazione minimalista. Tetra non usa infatti elementi tradizionali di riscaldamento in metallo, ma sfrutta elettrodi di grafite e controlli elettronici avanzati. 
“La nostra ricerca indica che, anche se la famiglia media americana è composta di 2,58 persone, le lavastoviglie moderne sono previste per 13 coperti o più” spiega Jerry Callahan, Ceo e fondatore di Heatworks, “o si lava a mano i pochi piatti sporchi sprecando 10 volte più acqua, o si aspetta successivi caricamenti per eseguire un ciclo di lavaggio. Con Tetra, vogliamo cambiare le abitudini.” 
Connessa a Internet, Tetra può ospitare 2 coperti oppure 10 piatti o 12 bicchieri. Il ciclo completo di lavaggio che inizia col tocco di un pulsante o tramite l'app per smartphone, richiede solo 10 minuti, mentre il serbatoio di detergente interno dura decine di cicli. L’accattivante design vanta un interessante tocco di trasgressione, nella parte superiore della campana di vetro, delimitandone la trasparenza. È possibile inoltre riorganizzare i vari accessori di supporto di gomma all'interno, in base alle proprie esigenze. 
La sua esclusiva tecnologia brevettata Ohmic Array, cambia il modo in cui l'acqua è riscaldata dal 1870. Risultati? I minerali naturali presenti nell'acqua sono eccitati, riscaldando l'acqua in modo diretto, efficiente, con una controllo della temperatura più preciso, consentendo ad esempio di disinfettare facilmente biberon, e non solo. Tetra funge anche da vaporiera. Potrete persino cuocere la vostra aragosta, pesce e altri frutti di mare. Tetra sarà disponibile entro fine anno a meno di 300 dollari.

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17.1.18

Civilization 0.000, architettura visionaria per una società avanzata

Civilization 0.000 che nasce come tesi di master dell’architetto bulgaro Dimo Ivanov, all’Università d'élite tedesca della RWTH Aachen University, immagina un futuro in cui tutte le divisioni della Terra sono rimosse: paesi e confini aboliti, governi rovesciati. Ispirato alla nozione d’economia basata sulle risorse, del futurologo Jacque Fresco, Civilization 0.000 è la risposta a quello che Ivanov descrive come “la nostra attuale forma dominante di struttura sociale, la cosiddetta cultura del consumo...un sistema che persegue il profitto e non la sostenibilità.
”Il progetto ha appena vinto la Laka Competition 2017, il concorso internazionale che sfida i partecipanti, a presentare le loro idee più innovative, per l'impatto sociale e lo sviluppo sostenibile di "Architecture that Reacts". Il concept propone una serie di grattacieli interconnessi che sfruttano le risorse locali della terra. Ciascuna unità assume una delle 6 funzioni chiave: spazio vitale, istruzione, produzione, stoccaggio dell’energia, gestione delle risorse, e generazione d’energia elettrica. 
La prima unità è una struttura high tech galleggiante di 520 metri d’altezza, e 260 metri immersi (zavorra), prevista al mitico Capo Horn nel sud del Cile, che utilizza le fonti d’energia rinnovabili locali per produrre elettricità. Sfrutta il forte vento, l’energia delle onde e delle maree di questa regione. La sezione trasversale della torre sviluppata a modo di profilo alare simmetrico, concentra l'intera energia eolica nell’area delle 19 turbine eoliche. 4 centrali ad onda, e 6 turbine di marea completano il dispositivo per generare 100 milioni di kWh d’energia rinnovabile ogni anno. 
Nella struttura un centro di ricerche, un eliporto e un porto, alloggi e spazi di vita. I livelli superiori ospiterebbero 100 studenti, 400 scientifici e ricercatori. “Questo progetto rappresenta il mio approccio all’architettura: visionario, avventuroso, mettendo sempre in discussione lo status quo.” spiega Ivanov. Sull’argomento Futurix aveva già pubblicato nel 2012 SeaOrbiter l’astronave degli oceani con video HD, e nel 2013 Una città scientifica galleggiante da fantascienza.




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