29.4.17

Moverio BT-350, al museo con la realtà aumentata di Epson

Visite aumentate immersive nei musei e siti archeologici, dove l’arte e la storia prendono vita. Ecco gli smart glass Moverio BT-350 Epson, un prodotto unico nel suo genere in grado di arricchire le vostre esperienze, come nel caso di successo del Museo di Santa Giulia di Brescia e la Villa Reale di Monza, con informazioni relative ai luoghi, alle vicende storiche, e ai loro personaggi. Oltre al mondo della cultura, i contenuti possono essere sovrapposti al mondo reale, nella formazione, nell’industria, nella chirurgia e tante altre applicazioni. 
“I visitatori attraverso gli occhiali Epson hanno potuto apprezzare la ricostruzione in 3D dei monumenti com’erano più di 2.000 anni fa, ascoltando in cuffia la loro storia.” spiega Luigi Maria Di Corato, Direttore di Fondazione Brescia Musei. Ad esempio nel museo (foto), basterà guardare il quadro desiderato per ottenere in tempo reale una didascalia sull’autore, la sua tecnica di pittura, poi con il controller interagire sul menu per scoprire altre opere dell’artista. 
Oltre ai musei, ai siti archeologici e al mondo della cultura, gli smart glass di Epson possono trovare applicazioni nel mondo produttivo, come guida nel montaggio dei pezzi di ricambio o contribuire all’ottimizzazione del percorso per gli addetti di un sito industriale (foto). Saranno molto utili anche nella formazione, il training e la didattica, e potrete persino controllare quello che sta filmando il vostro drone (foto). 
Leggero da indossare, Moverio BT-350 ha due micro proiettori, uno per ciascuna lente in grado di visualizzare nel campo visivo, oltre ad un’immagine normale, anche un’immagine tridimensionale con effetto stereoscopico se programmata, con lo stesso principio del cinema 3D. Oltre ai vari sensori: GPS, giroscopio, accelerometro, gli occhiali sono dotati anche sulla destra di videocamera e microfono. Futurix è stato uno dei primi blog italiani a pubblicare nel 2006 un post sull’argomento: La realtà aumentata

Moverio video HD

21.4.17

Heal-Berg, il futuristico iceberg come difensore del clima

Un iceberg galleggiante minimalista in mezzo agli iceberg dell’Antartide, che respira il CO2 dell’atmosfera ed espira ossigeno, grazie a una nuova tecnologia laser. Un’architettura che sfrutta l’energia eolica attraverso turbine integrate, grazie al vento incanalato nei suoi profiili aerodinamici. Un progetto unico nel suo genere uscito da un film di fantascienza, che riunisce tutti gli ultimi ritrovati della tecnologia, per lottare contro il cambiamento climatico, e guarire il pianeta. 
Il tempo stringe! Un team internazionale di otto ricercatori ha concluso che abbiamo solo 10 anni per salvare la Terra. L'anidride carbonica e l'abbondante gas a effetto serra, sono le cause principali del riscaldamento globale, e del conseguente innalzamento del livello degli oceani, con effetti visibili anche in Antartide. “La nostra visione con Heal-Berg è quella di creare complessi indipendenti (in termini d’energia e mobilità), progettati per guarire, invertire e cessare il processo di cambiamento climatico e il suo impatto sulla terra, con un obiettivo: la sopravvivenza.” spiegano Luca Beltrame e Saba Nabavi Tafreshi, gli autori del progetto. 
Forse è arrivato il momento per l’architettura di restituire qualcosa all’ambiente. Heal-Berg è stato recentemente premiato con una menzione d'onore nell’eVolo Skyscraper Competition 2017, una competizione che ricompensa ogni anno i progetti di grattacieli innovativi ed ecologici. Le modalità di trasporto prevedono come connessione con il mondo esterno, il treno iperveloce del futuro Hyperloop, come pure i droni per facilitare gli spostamenti tra le diverse unità del complesso. Riguardo all’aspetto costruttivo, gli architetti pensano di utilizzare la stampa 3D di un materiale leggero, resistente e molto promettente: il grafene.

17.4.17

Ooho, la bolla d’acqua commestibile

L’acqua si può anche mangiare! Ecco Ooho, la sostenibile bolla d’acqua, non rivestita di plastica ma di una sottile membrane trasparente, elastica, biodegradabile e commestibile, composta di alghe e estratti vegetali, che può contenere qualunque bevanda. Si infila in bocca e si rompe: perfetta per i maratoneti (Gif). Ad inventarla, nel 2014, un trio di due giovani francesi e uno spagnolo, che hanno fondato la startup londinese Skipping Rocks Lab, per sostituire le bottigliette di plastica che inquinano, e l’ambiente ringrazia! 
La sua utilità? Ridurre il più possibile la quantità di bottiglie di plastica e altri rifiuti, che invadono il pianeta e finiscono in mare. L'acqua in bottiglia è un salasso per l'ambiente: oltre 50 miliardi di bottiglie di plastica sono prodotti e scartati negli Stati Uniti ogni anno. Risultato? Il Pacific Trash Vortex (foto), il cosiddetto sesto continente, è un gigantesco accumulo con le correnti, di spazzatura galleggiante composto per lo più di bottiglie di plastica, equivalente alla superficie degli Stati Uniti, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico! 
Le Ooho balls, grandi quanto una pallina da ping pong, che hanno vinto la seconda edizione del Lexus Design Award, potranno essere colorate e aromatizzate per aumentarne l'appetibilità. “Quando la gente le prova per la prima volta, vogliono mangiarle perché fa parte dell'esperienza,” spiega il cofondatore Pierre Paslier, “Il processo che stiamo sviluppando consentirà di produrle sul posto, appena prima del consumo, come la macchina per il caffè al bar” aggiunge Paslier. 
Il costo di produzione di una bolla è di soli 2 centesimi, ma le nuove “bottigliette” potranno avere diverse dimensioni, e altri contenuti come succhi di frutta e bevande alcoliche. La campagna di lancio su Crowdcube, per commercializzarli entro un anno ha permesso di raccogliere oltre 950 mila euro. Se ci pensiamo, i frutti sono la forma più essenziale e più intelligente di packaging, di qualsiasi imballaggio industriale utilizzato. Futurix aveva già pubblicato nel 2012 WikiCells, mangeremo gli imballaggi? e Cookie Cup, bevi e mangi.

Ooho video HD

12.4.17

Agricoltura, verso il contadino 2.0

Dopo le auto senza conducente arrivano i trattori a guida autonoma, i terminator del mondo agricolo. Nei prossimi 35 anni dovremo produrre più cibo, di tutta la produzione mondiale degli ultimi 2000 anni. Quale futuro per le aziende agricole? Il progetto della statunitense CHN industrial offre una prima risposta. Grazie a un’avanzata pianificazione dei percorsi, permetterà agli agricoltori di gestire i loro campi in modo efficiente, e supervisionare il funzionamento complessivo dei diversi trattori autonomi, anche in campi separati. 
L’agricoltore del futuro dietro gli schermi e non più al volante del suo trattore? A differenza di quelli convenzionali, il futuristico trattore robot che utilizza invece videocamere, Lidar, GPS e altri sensori, consente agli agricoltori di controllarlo e monitorarlo con un'applicazione, da un computer o un tablet remoto. “Il 30% delle bacche in California non è stato raccolto a causa della mancanza di manodopera. Il tempo è molto prezioso” spiega Matt Nielsen, direttore marketing di Autonomous Solutions Inc, che collabora con CHN, uno dei maggiore produttori di trattori al mondo. 
In grado di evitare gli ostacoli, questo trattore robot, infatti, può funzionare giorno e notte. L'interfaccia interattiva consente il monitoraggio remoto delle operazioni preprogrammate. Il sistema di bordo traccia i percorsi più efficaci secondo il terreno. Questa tecnologia offrirà agli agricoltori una maggiore efficienza operativa per attività quali l'aratura, la semina, l'irrorazione e la raccolta. Si utilizzano già i droni per monitorare i campi, e dei robot specializzati (foto in basso) sono allo studio: la tecnologia al servizio della fattoria del futuro.  

Verso il contadino 2.0 video HD

7.4.17

Mymanu Clik, l’interprete nell’orecchio

Per capire cosa vi dice il tassista a Parigi, o il cameriere in un ristorante di Mosca, ecco i rivoluzionari auricolari wireless Clik, in grado di tradurre ben 37 lingue in tempo reale. Ideati dalla britannica Mymanu, vantano un audio cristallino HD, e sincronizzati con lo smartphone, vi notificheranno gli Sms e le chiamate in arrivo, direttamente negli auricolari. Anche se non garantirà il servizio di un interprete professionista, Clik sarà comunque un modo nuovo e entusiasmante di abbattere le barriere linguistiche. 
Il codec APTX è progettato per offrire un audio di alta qualità. In una conversazione one to one, una volta scelta la lingua che si desidera ascoltare, Clik rileva in automatico la lingua parlata, senza nessuna connessione dati su Internet. Oltre a tradurre, fanno anche lo streaming di musica, con interfaccia touch. Gli auricolari Clik sono pionieri nella tecnologia wireless intelligente nei sistemi audio. Sono disponibili in 3 taglie: piccole, medie e grandi per il massimo comfort di chi li indossa, e in 6 colori. 
“Clik è stata la nostra più grande sfida, in quanto la maggior parte dei componenti, non erano nemmeno inventati durante il suo sviluppo” spiega Danny Manu, fondatore e ingegnere di Mymanu. Il caricabatteria wireless che funge anche di custodia da viaggio, consente un’autonomia di 6 ore con una singola carica, grazie ai suoi requisiti di bassa potenza. Anche se non garantirà il servizio di un interprete professionista, Clik è a dir poco uno strumento futuristico, e un capolavoro di miniaturizzazione. Si possono preordinare al prezzo di lancio di 155 dollari, con consegna stimata a maggio.

Clik video HD

3.4.17

Kniterate, la prima stampante 3D desktop per vestiti

Immaginate di creare indumenti lavorati a maglia personalizzati come sciarpe, berretti, cravatte, maglioni, abiti, e persino scarpe, pronti per essere indossati. Ecco Kniterate, “Una stampante 3D per la moda, che vi consentirà presto di creare capi personalizzati al semplice tocco di un pulsante” spiega Gerard Rubio cofondatore e Ceo della startup londinese creata da due giovani spagnoli. Un formidabile strumento per i makers, senza precedenti nel settore tessile, che libera la propria creatività. Chapeau! 
Le macchine industriali per maglieria sono molto costose, voluminose, e richiedono un tecnico per l'esecuzione. “Finora la produzione di capi d’abbigliamento è rimasta nelle mani di poche aziende o esperti qualificati. Kniterate è nata per cambiare la situazione, e per democratizzare la produzione, permettendo a chiunque di creare capi e accessori personalizzati di alta qualità.” spiega Gerard Rubio (foto). Kniterate mira a concretizzare la creatività, la crescente domanda di personalizzazione, e la possibilità di condividere online i propri progetti, grazie alla semplicità d’uso. 
Risultato? Un impeccabile integrazione di buon design tra computer, una macchina per maglieria compatta, e una serie di meccanismi per automatizzare l'intero processo. Kniterate è una piattaforma che include il proprio software di progettazione, fruibile sul sito Web (foto). Gli utenti possono realizzare i propri disegni da zero, o scaricare quelli esistenti dalla piattaforma. È possibile modificare le misurazioni, aggiungere testo o immagini, scegliere i colori, disegnare i modelli di carico e punti di sutura da una libreria esistente. I capi non sono subito pronti da indossare, ma basta sfilare i fili, fare un paio di nodi, ed è fatto. 
La macchina è compatibile con qualsiasi filato. Centinaia di aghi sono controllati dal computer per creare loop. I file possono essere caricati sulla macchina tramite presa Usb o SD card. Il team sta lavorato su un nuovo software più efficiente, che prende le immagini e le converte in pezzi lavorati a maglia. Strepitoso il lancio su Kickstarter. Il target prefissato di 100 mila dollari è stato raggiunto in un’ora! Si può ancora preordinare al prezzo di 4.700 dollari. Sull’argomento Futurix aveva già pubblicato marzo 2015, Knyttan, lo stilista sei tu con relativo video.

Kniterate video HD