28.3.13

Giza 3D, visitare le piramidi con Dassault Systèmes

La necropoli di Giza rinasce con la 3DExperience di Dassault Systèmes: un’esperienza interattiva che offre un’immersione totale in 3D nell’Altopiano di Giza ai tempi dell’Antico Egitto. Oltre alla visita guidata di una selezione di monumenti fra cui le celebri piramidi di Cheope e Micerino, il sito Web Giza 3D consente a tutti di girare liberamente all’interno della necropoli, addentrandosi in tombe accuratamente ricostruite, cunicoli e camere di sepoltura. I visitatori virtuali possono osservare con grande attenzione una trentina di reperti (foto) rinvenuti nel sito archeologico e perfettamente riprodotti in 3D. Il sito Web contiene inoltre, fotografie, diari di scavi e missioni, mappe e altre testimonianze raccolte in un secolo di spedizioni. Tutti possono accedere al sito archeologico di Giza con un normale computer, mentre con una TV 3D si può vivere un’esperienza stereoscopica più coinvolgente ancora.
Per realizzare questo ambizioso progetto in tre anni, Dassault Systèmes, the 3DExperience Company, azienda leader a livello mondiale nel software di progettazione 3D, e nelle soluzioni di 3D Digital Mockup e Product Lifecycle Management, si è avvallato della collaborazione del Museum of Fine Arts di Boston e dell’Università di Harvard. Per raggiungere questo obiettivo gli ingegneri di Dassault Systèmes hanno digitalizzato decine di migliaia di fotografie, rilievi topografici e piani realizzati dall’archeologo George Reisner del Museo di Boston, morto proprio nel campo di Giza nel 1942, ricostruendo il sito in 3D con una precisione senza precedenti.

Giza 3D video HD

24.3.13

Zoe, l’avatar espressivo dal volto umano

Immaginate di usare sul vostro smartphone un assistente digitale personale con la vostra faccia e voce, in grado di esprimere il vostro stato d’animo, nel messaggio da inviare. Basta con le tradizionali emoticon, arriva Zoe. L’assistente vocale Siri di Apple avrà finalmente un volto? Dalla fantascienza alla realtà: il Dipartimento d’Ingegneria dell’Università di Cambridge e il Toshiba Cambridge Research Lab hanno dato vita a Zoe, il primo avatar al mondo in grado di esprimere le emozioni umane, con un realismo senza precedenti. A detta dei ricercatori il migliore avatar di sempre! "Questa tecnologia potrebbe essere l'inizio di una nuova generazione d’interfacce che rendono più agevole l'interazione con il computer, come parlare con un altro essere umano", spiega il professore italiano Roberto Cipolla del Dipartimento d’Ingegneria dell’Università di Cambridge. Infatti, quello che distingue l’essere umano dalla macchina sono proprio le emozioni. Nel prossimo futuro sarà possibile specificare quindi l’emozione desiderata, e la vostra faccia, cioè il vostro avatar, reciterà il testo del messaggio con la voce adatta. Il software che occupa solo una decina di Mb prevede sei emozioni di base: felicità, tristezza, paura, rabbia, tenerezza e neutralità, che combinate insieme permettono una vasta gamma di emozioni. Il volto utilizzato è quello dell’attrice inglese attrice Zoe Lister (foto e video sotto). I ricercatori hanno persino evocato la possibilità in futuro di creare attori virtuali, o cloni di quelli esistenti.

Zoe, l'avatar che esprime emozioni

19.3.13

Dal Wi-Fi al Li-Fi, Internet con la luce

Immaginate di connettervi a Internet sotto la lampada del salotto di casa, sotto il lampione in strada, o in autostrada grazie all’illuminazione. Immaginate di utilizzare i fari della vostra auto per trasmettere dei dati. Il rivoluzionario progetto wireless Li-Fi (Light Fidelity), scoperto dal professore Harald Haas dell’Università di Edimburgo (foto), ci prospetta un futuro luminoso per Internet. Consente di trasformare qualsiasi lampada Led in un hotspot per la trasmissione dati dalla Rete. In città, ogni lampione, ogni insegna, ogni punto luminoso diventerà così un punto d’accesso alla Rete: fine dei problemi di copertura nelle città, con l’onnipresenza dei punti d’accesso a Internet.
Il segreto del Li-Fi? Semplicemente un codice morse ottico a grandissima velocità: la luce emette un segnale intermittente, un milione di volte al secondo, ovviamente non percettibile all’occhio. In sostanza la luce diventa un trasmettitore d’informazioni in linguaggio binario (1=acceso, 0=spento). Un sensore fotoelettrico riesce a quantificarle e a convertirle in sequenze di bit. Più economico del Wi-Fi in quanto è combinato con la funzione d’illuminazione, più ecologico delle onde elettromagnetiche perché non portatore di eventuali danni alla salute, più veloce e sicuro, in quanto non passa attraverso i muri, il Li-Fi è promesso a un brillante futuro. 
Un’idea luminosa che consentirà connessioni Internet alla velocità della luce? “Per adesso è 10 volte più veloce del Wi-Fi, ma in futuro la velocità potrebbe arrivare a un gigabit al secondo” spiega il professor Hass. Sarà ad esempio il benvenuto, negli aerei dove non interferisce con la strumentazione di bordo, negli ospedali perché non danneggia la salute dei malati, o sott’acqua, dove la connessione Wi-Fi non funziona affatto.

Il futuro luminososo del Li-Fi

15.3.13

Changsha Meixihu International Culture and Art Centre, di Zaha Hadid

Nel 2011 Lo studio Zaha Hadid Architects ha vinto il concorso per il Masterplan del nuovo complesso culturale di Changsha, capitale della provincia cinese dell’Hunan: il Changsha Meixihu International Culture and Art Centre, che si trova di fronte alla Festival Island, sulla riva del lago Meixi. Le curve sinuose s’irradiano da ciascuna delle tre strutture indipendenti, collegate da un paesaggio pedonale che offre una forte esperienza urbana, quindi i flussi di visitatori che provengono da tutti i lati del sito, s’intersecano e s’incontrano. Il Grand Theatre, da 1.800 posti, il più ampio dei tre edifici, il punto focale posizionato all'ingresso del sito, evoca quattro petali di un fiore. 
Dal lato opposto il teatro piccolo, da 500 posti, si apre su un cortile che offre spazio a ristoranti e negozi. Il Museo d'arte contemporanea, invece, una sala polivalente, è composto di tre fluidi petali intorno al suo atrio centrale. Ritroviamo in questo progetto l’inconfondibile architettura liquida di Zaha Hadid: un’impronta fatta di curve sinuose, ispirati alla dinamica dei fluidi e alla natura. Il progetto della Hadid include anche due originali ponti pedonali che conducono verso l’isola di fronte. Da vedere la bellissima animazione video sotto.

L'architettura liquida di Zaha Hadid

11.3.13

Under Armour, verso i vestiti touchscreen

Immaginate di indossare dei vestiti touchscreen, dove un tocco sull’avambraccio vi consente di mandare messaggi, ricevere e-mail, monitorare la vostra frequenza cardiaca o temperatura. Immaginate con un tocco sul tessuto di cambiare il colore del vostro vestito all’istante, o di renderlo luminoso come nel film Tron Legacy. Potrebbe arrivare prima che lo immaginiate. La tecnologia è sempre più radicata nella nostra vita quotidiana, ma bisogna avere sempre a portata di mano il proprio smartphone o tablet. Capi d’abbigliamento con capacità touchscreen integrate direttamente nel tessuto, ovvero a portata di braccio, consentirebbero di accedere in modo diretto all’informazione: un’autentica tecnologia da indossare (wearable technology). La statunitense Under Armour, specializzata nel monitoraggio delle prestazioni atletiche, ci sta lavorando. Non solo un concetto ma un vero progetto, che potrebbe prendere vita prima del previsto. Il futuristico video sotto ne illustra le prospettive.

I vestiti touchscreen del futuro di Under Armour

7.3.13

Stampa 4D, e gli oggetti potranno cambiare forma

Non bastava il successo delle stampanti 3D, i ricercatori hanno aggiunto la quarta dimensione: il tempo. Con la stampa 4D gli oggetti statici saranno capaci di mutare forma o auto-assemblarsi, nel tempo. Skylar Tibbits, architetto e direttore del Self-Assembly Lab del MIT, ha presentato i primi esperimenti di stampa 4D, realizzati in collaborazione con la statunitense Stratasys, uno dei leader nelle stampanti 3D, e la software house Autodesk. Il concetto di stampa 4D trae ispirazione dalla natura, che ha già la capacità di auto-replicarsi. Il cuore del progetto prevede speciali materiali compositi multistrati stampati in 3D con funzioni diverse, in grado di modificarsi, reagendo all’immersione in acqua ad esempio (video), assumendo una sorta di memoria di forma predefinita. "Ma potremmo anche cambiare lo stato dell’oggetto con il calore, le vibrazioni e il suono", sostiene Tibbits. "Immaginate di andare all'Ikea per comprare una sedia, che una volta arrivato a casa, si monta da sola", spiega Carlo Olguin, ricercatore Autodesk. Il concetto, se sarà sviluppato, offrirà scenari da fantascienza. Persino la Nasa è interessata a questo procedimento, per sviluppare nuovi metodi per l’auto-assemblaggio di sistemi spaziali, con l’innesto di attuatori naturali presenti nell’ambiente, come la pressione, la luce e la temperatura. Futurix aveva già pubblicato L’elettronica biodegradabile, verso l’obsolescenza programmabile.

Stampa 4D, verso gli oggetti evolutivi

4.3.13

Myo Thalmic Labs, un bracciale da Minority Report

Avete sempre sognato di controllare con un gesto della mano computer, console e altri dispositivi, o cambiare musica schioccando le dita? Sarà possibile a fine anno, grazie al bracciale Myo della canadese Thalmic Labs: Un mix di Guerre Stellari e Minority Report. Tra il Kinect di Microsoft, la Wii di Nintendo, o ancora Leap Motion, il nostro quotidiano assomiglia  sempre di più a un film di fantascienza. La prossima tappa? Il controllo con la mente. Dopo il touchscreen, e il comando vocale, prevale l’interfaccia gestuale. Con Myo al braccio, senza toccare mouse e tastiera e nemmeno lo schermo, si possono gestire presentazioni, videogame, navigazione web, musica con pochi gesti. Ma a differenza delle webcam del sistema Kinect e dell’oggetto da tenere in mano della Wii, Myo interpreta e anticipa i micro movimenti dell’avambraccio, con sensori che rilevano gli impulsi elettrici dei muscoli e il sensore di movimento a 6 assi che ne traccia il movimento, per tradurli in comandi tramite Bluetooth. Il dispositivo può rilevare il movimento di ogni singolo dito, e il gesto è riconosciuto prima che la mano inizia a muoversi, perché i muscoli si attivano poco prima che avvenga il movimento. “Molto cool e impressionante. Spero che trovi presto la sua strada nel nostro futuro” ha dichiarato Steve Wozniak cofondatore di Apple.

Myo, interagire con un gesto della mano