29.9.14

Intel Make it Wearable, il futuro della tecnologia da indossare


Annunciato da Intel durante il CES di Las Vegas a gennaio, il Make it Wearable Challenge, è un’iniziativa globale che mira ad ispirare, incoraggiare e promuovere idee innovative, sul futuro dei dispositivi indossabili e ubiquitous computing, non ancora pensate e realizzate. I dispositivi indossabili sono ormai considerati la nuova frontiera del digitale. I 10 team selezionati hanno ricevuto un premio di 50.000 dollari, mentre il vincitore, che sarà premiato il 3 novembre a San Francisco, riceverà invece 500.000 dollari. 
Nell’elenco dei finalisti, dove figurano un progetto di mano robotica low cost e una collana smart che monitora i parametri corporei, spunta Nixie, il primo drone selfie da polso (foto e video), che si discosta da qualsiasi smartwatch o accessorio visto finora. Si tratta di una micro videocamera da polso da indossare, come un braccialetto (foto) che sfruttando il braccio come rampa di lancio, decolla e si trasforma in un drone minimalista che vola via dal polso, e fa foto e riprese video seguendovi in movimento, da selfie evoluto, in modalità boomerang. Infatti a missione compiuta, ritorna sul vostro polso, il tutto grazie ad un chip Intel Edison, programmato per tracciare la vostra posizione ed evitare gli ostacoli. Nel video sotto si vede la ragazza alpinista sulla parete rocciosa, che riesce così a riprendersi nella sua impresa. Il trasgressivo concept prototipo è ancora in fase di sviluppo, ma c’è da scommettere che la sua effettiva realizzazione potrebbe diventare un must. Chi non sognerebbe un robot volante da polso? Da non mancare i due video. Sull’argomento Futurix aveva già pubblicato Hexo+, riprese estreme programmate col drone e relativo video.

Nixie Demo

Make it Wearable Challenge

25.9.14

Renault Eolab, l’auto da 100 km con 1 litro

L’innovativo concept car ecologico di Renault, che vanta un consumo di 1 litro ogni 100 km, grazie a una propulsione ibrida, una ricercata aerodinamica e alla leggerezza, sarà presentato al Mondial de l’Automobile di Parigi inizio ottobre. Eolab anticipa le future tecnologie ecosostenibili del Costruttore francese, con un’emissione di CO2 da record di appena 22 grammi/km, nel ciclo misto. Oltre al concept, Eolab è portatrice di ben cento innovazioni tecnologiche, già pronte per la produzione di serie, che mirano ad offrire un consumo da record, ad un prezzo accessibile. Con il sistema Powertrain ibrido, dopo i primi 60 km a trazione elettrica, con velocità massima di 120 km/h, subentra un tre cilindri a benzina da 75 cavalli. 
L'aerodinamica con un Cx di 0,235, migliore del 30%, rispetto ad una Clio, è stata studiata per una perfetta penetrazione nell’aria, grazie anche all'utilizzo di elementi mobili, come ad esempio lo spoiler attivo e i flap laterali che si aprono come alettoni, canalizzando i flussi d’aria che scorrono lungo le fiancate dell’auto in movimento. “Il nostro approccio può essere riassunto nella frase: il giusto materiale per un determinato lavoro” spiega Laurent Taupin, responsabile del progetto Eolab. Alleggerire il più possibile, come nell’industria aeronautica! Eolab pesa solo 955 kg senza l’utilizzo di carbonio: una cura dimagrante di ben 400 kg rispetto ai veicoli dello stesso segmento, resa possibile con l’utilizzo di materiali ultraleggeri, come compositi plastici, l’alluminio o il magnesio per l’inedito tetto di appena 4 kg. La lotta ai chili di troppo, si è applicata persino alle superfici vetrate, le strutture dei sedili e i rivestimenti interni (vedi video).

Eolab showcase

Eolab concept

21.9.14

Intel RealSense 3D, verso l’interfaccia olografica


Il mondo non è piatto! In futuro gli schermi potranno anche sparire, liberandoci dai limiti fisici dei pixel. I comandi olografici appariranno quando necessario davanti al nostro campo visivo, per interagire come in Iron Man o avere Minority Report in salotto, dimenticando il touch screen. Dalla fantascienza alla realtà: la tecnologia immersiva RealSense d’Intel (foto e video), mira a rendere l'interazione con la tecnologia più semplice, più naturale e coinvolgente, imitando i sensi umani. Mira a interagire senza mediazione e senza periferiche d’input, se non le proprie mani, dimenticando mouse e tastiera, manipolando direttamente oggetti 3D virtuali con le dita, come plasmare una propria scultura sul computer (foto e video), o alzare una mano per avviare un programma. “Dopo 15 anni di sviluppo tecnologico, anche nel campo delle interfacce siamo arrivati al concetto di ‘less is more’. L’idea principale è quella di liberarsi dell’hardware, e controllare tutto con la gestualità, il metodo di interazione più antico che il mondo conosca”, spiega Dale Herigstad, uno degli autori della celebre interfaccia olografica di Minority Report, e fondatore di SeeSpace, e del progetto di televisione aumentata di successo inAir
La videocamera RealSense 3D, un mix super preciso di Kinect e Leap Motion (video), dotato di sensore di profondità, come l’occhio umano, è in grado di percepire l'ambiente. Oltre a scannerizzare oggetti da inviare a stampanti 3D, può rilevare le espressioni facciali e le emozioni, individuando in tempo reale, ben 78 punti sul viso. Stesso discorso per i movimenti dettagliati delle dita della mano (22 punti). Ma c’è di più: il prototipo di display "olografico" Intel consente già di "toccare" icone fluttuanti nell'aria. Le applicazioni di una simile tecnologia saranno ovviamente di grande impatto: dai videogame alla realtà aumentata, dalla comunicazione all’apprendimento e la salute (vedi video). La road map del computing percettivo d’Intel prevede l’integrazione della sua videocamera RealSense 3D, così miniaturizzata da poter essere inserita anche nei tablet più sottili, e notebook nel 2015. "Alla fine nel giro di due o tre anni voglio essere in grado di metterla su uno smartphone e sui droni" ha dichiarato Brian Krzanich, Ceo d’Intel, durante il recente MakerCon a New York. Da non mancare i due video HD sotto. Sull’argomento Futurix aveva pubblicato RealView Imaging, la prima interfaccia olografica 3D . 

Intel RealSense Technology

Applicazioni

18.9.14

Panasonic Lumix CM1, lo stato dell’arte


Un’innovativa Smart camera dal raffinato design minimalista, incredibilmente sottile, e non solo! Così si presenta l’ultimo gioiello Lumix di Panasonic, svelato al Photokina in corso a Colonia. E’ una fotocamera? E’ uno smartphone? E’ Lumix CM1: l’ibrido ideale tra una compatta di ottima qualità, che integra uno smartphone. Le fotocamere compatte stanno morendo lentamente. Sempre più persone, infatti, preferiscono usare i loro smartphone o tablet, per scattare foto e condividerle istantaneamente su Facebook, twitter, Instagram…anche se con una qualità non proprio eccelsa! Nasce così l’idea di Panasonic, forte della sua lunga esperienza nel campo delle compatte. Il suo camera phone, per la parte foto, vanta un potente sensore da ben 1 pollice con una risoluzione di 20 megapixel, e una luminosa ottica Leica f2.8, con otturatore meccanico e anello per il controllo manuale, che consente di scattare fotografie d’altissimo livello, riprese video full HD (1920×1080 pixel) a 30 fotogrammi al secondo, e in 4K, anche se a 15 fps. Lo smartphone Android con display touch da 4,7 pollici con risoluzione Full HD, monta un processore quad-core Qualcomm da 2.3GHz, con 2Gb di Ram e una memoria interna da 16GB espandibile tramite schede micro. Il CM1 ha uno spessore di 21 mmm e pesa 204 grammi. Il suo lancio è previsto a novembre in Germania e Francia al prezzo di 900 Euro. 

Video

16.9.14

Da Rolls-Royce navi da carico senza equipaggio


Dopo i progetti di auto senza conducente di Google, e la consegna dei pacchi di Amazon con droni, si prospettano le navi cargo drone, senza equipaggio, in mare aperta: il futuro del trasporto marittimo? Parola di Oskar Levander, vice-presidente di Rolls-Royce Holdings per la divisione Marine innovation engineering, durante una conferenza del settore lo scorso maggio. Più nota per le sue auto di lusso, Rolls-Royce progetta tuttavia anche turbojet, turbine a gas, motori nucleari e navi. Il suo concept fa parte del progetto MUNIN (grafico) finanziato dall’Unione Europea: un sistema basato su GPS, che deve impedire alle navi drone di virare fuori rotta. Oltre a non dover pagare il personale di bordo, una nave senza equipaggio potrebbe essere più capiente e leggera, perché i progettisti potrebbero fare a meno degli spazi per le persone, e i relativi servizi di bordo. Risultato? Risparmi del 44% sui costi operativi per l’assenza di equipaggio, e del 15% sul carburante.
“E’ necessario pensare l’impensabile. L’idea di fare navi controllate da terra non è nuova, e gira da decenni. Ma finalmente ora c’è la tecnologia per realizzarla” ha detto al Financial Times Oskar Levander. Un numero crescente d’imbarcazioni sono già dotati di telecamere che possono vedere di notte attraverso la nebbia, la neve, e hanno sistemi per trasmettere grandi volumi di dati. "La tecnologia per la posizione, le comunicazioni satellitari, e i sistemi anti-collisione esiste già” Spiega Ørnulf Rødseth, ricercatore presso il Norwegian Marine Technology Institute, “Molte navi inoltre, sono anche dotate di sensori avanzati.” Ma ammette che avere la tecnologia, e ottenere l’autorizzazione dai governi e dalle autorità internazionali, che regolano la navigazione, sono due questioni distinte. D’altra parte come osserva Rødseth, il 75% degli incidenti in mare sono causati da errore umano. Fra un decennio secondo i piani di Rolls-Royce, i capitani saranno trasferiti dai ponti delle navi, a cabine di regia (foto), che simulano un’ampia visione virtuale della navigazione, paragonabili a quelle dei centri di controllo del traffico aereo. Un solo operatore potrebbe, secondo i ricercatori, pilotare fino a 10 navi da carico simultaneamente. Grazie a questo sistema, Rolls-Royce, che sta testando un prototipo di realtà virtuale in Norvegia, spera di risparmiare ben 375 miliardi di dollari. Simile a una nave fantasma moderna, la nave drone sarebbe più sicura, più economica e più rispettosa dell'ambiente! Futurix aveva già pubblicato Il ponte di comando del 2025 di Rolls-Royce, e VTT e relativo video.

Video

11.9.14

Viaggio nel corpo umano, la prevenzione del futuro


Oggi, la realtà supera la finzione, grazie ai progressi spettacolari dei computer e degli scanner veloci a risonanza magnetica (foto), in grado di raccogliere miliardi d’informazioni in pochi secondi. Nel prossimo futuro, i medici potranno viaggiare nel vostro corpo e individuare con precisione le patologie, grazie alla ricostituzione virtuale 3D, fino a dettagli microscopici. “Si realizza un’autentico clone virtuale del paziente” spiega Rodolfe Gombergh, radiologo imaging, “Un unico esame invece di tanti: la prevenzione del futuro, che costerà molto meno alla collettività, e porterà molto più vantaggi per i nostri pazienti.” Finita la famigerata colonscopia! Nel video sotto, la visita dell’intestino consente di reperire in anticipo i polipi anche più piccoli (foto). Nell’esplorazione del cuore di un uomo di 50 anni, si penetra persino in un’arteria di soli 2 mm di diametro, individuando numerose placche calcificate bianche (foto) che rischiano di otturarla: l’infarctus è imminente. Queste immagini 20 volte più precise di quelle attuali, modificheranno profondamente le attitudini operative dei chirurgi, che potranno “allenarsi” prima dell’intervento. Da vedere assolutamente l’impressionante video sotto, del terzo canale televisivo francese France 3. Per approfondire:    

Video

6.9.14

Dyson 360 Eye, l’evoluzione della specie

Dopo 16 anni di ricerca e sviluppo, e un investimento di 35 milioni di Euro, Sir James Dyson, il geniale inventore del primo aspirapolvere senza sacchetto e ventilatore senza pale, ha presentato ieri all’IFA di Berlino, il suo 360 Eye, lo stato dell’arte dei robot aspirapolvere. La ricerca della perfezione richiede tempo: Dyson è la Apple degli elettrodomestici. Approda dopo diversi concorrenti, ma come spiega James Dyson “La maggior parte dei robot aspirapolvere, non è in grado di vedere l’ambiente che li circonda, hanno poca aspirazione, e non puliscono bene.” L’obiettivo era quindi creare un robot aspirapolvere intelligente in grado di pulire bene. 
Due i punti di forza. L’inedito sistema di navigazione intelligente con visione a 360°, grazie all’occhio sopra (360 Eye): una videocamera panoramica a 30 frame al secondo, e ai classici sensori a infrarossi. Sfrutta tre punti di riferimento in 3D da utilizzare, per individuare sempre in che punto si trova (foto). Risultato? E’ in grado di mappare e memorizzare, in tempo reale, ogni angolo della stanza, evitando di pulire due volte la stessa zona, e di urtare i mobili. Eye poi, vanta una potenza d’aspirazione superiore a qualsiasi altro robot aspirapolvere, grazie a un potente, leggero e compatto motore digitale ad alta velocità, e all’efficiente tecnologie ciclonica brevettata da Dyson, che consente di separare la polvere e lo sporco, catturando particelle microscopiche da 0,5 micron, ossia 600 volte più piccole del punto alla fine di questa frase. Il suo microprocessore realizza 3000 aggiustamenti al secondo, per monitorare la velocità e l’adattamento del flusso d’aria. 
La spazzola che copre tutta la larghezza, utilizza fibre di carbonio per rimuovere la polvere sottile, e rigide setole in nylon per pulire tappeti e moquette. Come un piccolo carro armato, 360 Eye supera qualsiasi ostacolo di superficie, come dislivelli e tappeti fino a 15 mm (foto), grazie ai suoi cingolati di gomma. Una volta pulita la stanza o prima dell’esaurimento della batteria, ritorna autonomamente alla stazione di ricarica (foto). 360 Eye può anche essere programmato, attivato e monitorato in remoto fuori casa, attraverso lo smartphone. 360 Eye è protetto da 420 brevetti e domande di brevetti in tutto il pianeta. Sarà lanciato la prossima primavera in Giappone e poi in tutto il mondo. Da vedere i due video sotto e il sito Web con spettacolari esplosi animati.

Dyson 360 Eye in azione

Pulizia high-tech video

4.9.14

Verdure trasformate in succhi con onde d’urto in acqua


Verso una nuova forma di consumo? Immaginate di bere un succo di pomodoro, di melanzana o di cipolla, inserendo una cannuccia dentro la verdura o la frutta, che conserva il suo aspetto esteriore. La tecnologia esplosiva, che rappresenta una vera sfida, è stata inventata dal Dott. Shigeru Ito, professore emerito presso l'Università di Kumamoto (Okinawa National College of Technology). L’esperimento è stato condotto in laboratorio (video) per conto della giapponese Kagome, leader nei succhi di frutta e verdura. Vedere il video sotto per credere!

Video esperimento

1.9.14

Smart Tennis Sensor, la racchetta intelligente


Immaginate di avere un allenatore di tennis virtuale, che vi indica esattamente il punto d’impatto della palla sulla vostra racchetta, e non solo, confrontando le statistiche a partita finita, e fornendo indicazioni su come migliorare lo stile di gioco. L’avete sognato, Sony l’ha fatto! Il suo sensore intelligente traccia le coordinate spaziali, analizza il punto d’impatto, la velocità della palla, e la potenza di dritti, rovesci, topspin, smash e servizi, oltre a conteggiarli, fornendo indicazioni su come migliorare le prestazioni e lo stile di gioco. Tutti dati da confrontare e condividere con altri giocatori. E’ l’unico sensore che dispone oltre al monitoraggio dei movimenti, di sofisticate tecnologie di rilevamento e analisi delle vibrazioni, molto sensibili. Sarà anche in grado di registrare un video del vostro sconvolgente servizio, e offrirvelo correlato dai dati catturati dal sensore. Una volta fissato sull'estremità della vostra racchetta Wilson, Prince o Yonnex, (le uniche marche compatibili al momento), il sensore di 8 grammi e 33 mm di diametro è in grado di registrare tutti i dettagli del vostro gioco, via Bluetooth su smartphone o tablet. Nessun problema se dimenticate il vostro smartphone, è in grado di registrare nella sua memoria interna fino a 12 mila colpi. Il sistema si adatta a tutti i livelli di giocatori, dai principianti fino ai più esperti, ed è stato approvato dalla Federazione Internazionale di Tennis.

Demo