28.11.17

Evoware, imballaggi da mangiare

Allo stesso modo in cui si sgranocchia il cornetto dopo la pallina di gelato, mangerete la confezione del vostro hamburger o waffle, il bicchiere, la tazzina di caffé e persino il piatto nel quale vi siete alimentati. Arriva il packaging commestibile e biodegradabile. “Mangiate i vostri bicchieri, salvate la Terra!” è lo slogan di Evoware, la startup indonesiana di Jakarta che mira a ridurre l'uso della plastica negli imballaggi, con un biomateriale a base d’alghe marine, e l’ambiente ringrazia! Una nuova tendenza del food design per una buona cosa? 
“Vogliamo creare un mondo più pulito fermando i rifiuti di plastica dalla radice, non producendoli” spiega David Christian cofondatore d’Evoware, “L’Indonesia è il secondo paese al mondo dopo la Cina per i rifiuti di plastica, e la patria di quattro dei fiumi più inquinati al mondo.” Nel 2050 ci sarà più plastica che pesce nel mare. Già ora, Il Pacific Trash Vortex, il sesto continente grande come gli Stati Uniti, nell’Oceano Pacifico, è un'isola galleggiante di bottiglie, bicchieri e sacchetti di plastica. Le microplastiche da 0,5 a 5 mm mangiate dai pesci, entrano così nella catena alimentare. 
Nella fase iniziale, la bioplastica d’Evoware, premiata dal Circular Design Challenge per “nuove materie plastiche”, è utilizzata per bustine d’alimenti, come confezione di hamburger, panini e waffle, ma anche la linea di bicchieri comestibili monouso Ello Jello, anche con gusto menta e tè verde. A differenza del mais, usato per i contenitori biodegradabili, le alghe non richiedono acqua dolce, fertilizzanti o grandi spazi, e contengono ricche sostanze nutritive, come fibre, minerali e vitamine. 
Uno dei primi clienti a sperimentarlo è stato Bruxel, durante un festival a Bali, per la confezione delle sue waffle (foto). Ma fioccano altri esempi come Ooho, la bolla d’acqua commestibile (foto) pubblicata da Futurix, una bolla non rivestita di plastica ma di una sottile membrana trasparente, elastica, commestibile, composta di alghe ed estratti vegetali, che può contenere qualsiasi bevanda. S’infila in bocca e si rompe. 
Sempre da Futurix, Cookie Cup, bevi e mangi (foto), un altro bell’esempio di ricerca nel food design con Cookie Cup, una tazzina realizzata in pasta frolla con una glassa che dolcifica il caffé. Prima si beve l’espresso e dopo si mangia la tazzina! La ricerca di eliminare i contenitori, e niente più tazzine da lavare al bar. Per un pranzo a zero rifiuti, ci pensa la polacca Biotrem, con piatti stampati (foto e gif) in crusca di frumento, che resistono fino a 350° e si possono mangiare. Futurix aveva già pubblicato nel 2012 WikiCells, mangeremo gli imballaggi? 

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