19.12.11

Lytro rivoluziona la fotografia

Una rivoluzione cominciata 15 anni fa alla Stanford University. Gli anni necessari alla start-up californiana per mettere a punto la Lytro Light Field Camera, la prima macchina fotografica digitale “scatta, e metti a fuoco dopo”. Rivoluzione nella semplicità d’uso: display touch, due pulsanti, accensione/scatto, e nel design, minimalista: un parallelepipedo colorato da 4 cm di lato e lungo 11, per un peso di 214 grammi, simile a un caleidoscopio o un piccolo cannocchiale. Conseguenza? Una velocità operativa senza precedente per scattare all’istante. Lytro è in grado di catturare l'intero spettro luminoso di una scena. Il suo innovativo sensore light field cattura ben 11 milioni raggi di luce, compreso colore, intensità e la loro direzione vettoriale, che il processore elabora poi mediante complessi algoritmi. Risultato? Si può scegliere il punto di messa a fuoco, cliccando in qualsiasi zona della foto dopo lo scatto, sul computer o sul tablet. Addio autofocus? Con Lytro la fotocamera com’è successo per i cellulari, diventa soprattutto software. Lytro vanta uno zoom ottico 8x con apertura costante f/2 e 11 megarays. Infatti, non si ragiona più in megapixel ma in megarays, ossia nel numero di raggi di luce che il sensore è in grado di catturare. Le immagini ottenute sono peraltro già pronte per essere elaborate in 3D con algoritmi dedicati. Si può scattare fotografie in un ambiente  buio anche senza l’uso del flash. Sul sito di Lytro è possibile sperimentare direttamente la tecnologia applicata su una galleria d’immagini campioni. Vedi anche video sotto.

1 commento:

ett ha detto...

Favolosa. Una specie di modello digitale a 3d. Anche bella come oggetto.