18.3.12

Claytronics, dalla materia programmabile al teletrasporto

Immaginate di mandare a distanza via Web un oggetto che si materializza a destinazione, immaginate di vedere il serpente a sonagli opportunamente programmato ricostruirsi fisicamente all’istante sotto i vostri occhi. E’ la rivoluzionaria nanotecnologia Claytronics ideata nel 2002 da Seth Goldstein e Todd Mowry, due ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh.
Il progetto Claytronics sviluppato adesso in collaborazione con Intel, viene anche chiamato Realtà sintetica. Proviene dalla contrazione della parola inglese Clay (argilla) e electronics, una sorta di “plastilina elettronica” che si può modellare e scomporre a piacimento. Questa nuova materia è composta da micropalline elementari in scala nanometrica, chiamati Catoms (Claytronics atoms), dei nanorobot autonomi, che contengono un microprocessore in grado di farli muovere, agganciarsi con gli altri, mentre alcuni sensori gli permettono di dialogare fra loro. Insomma, i pixel fisici del futuro. L'oggetto originale non si sposta dal luogo in cui si trova: semplicemente è scannerizzato, a livello molecolare, per essere ricostruito uguale nel luogo di destinazione: un Fax 3D. “Non è un ologramma tridimensionale, ma un oggetto fisico a tutti gli effetti che si può toccare e non solo vedere” spiega Todd Mowry. Il progetto Claytronics, se si finalizzerà, potrebbe sconvolgere la nostra visione del futuro. Questi nanorobot potrebbero essere programmati per replicare qualsiasi oggetto col suo colore, ma anche più in là esseri umani, secondo i ricercatori. “Invece di una semplice telefonata in futuro, si potrebbe vivere l’esperienza reale di essere nella stessa stanza con l’Avatar fisico della persona chiamata” sostiene Seth Goldstein, uno dei due ideatori di Claytronics (vedi video). Allo stesso modo si può pensare a un medico Claytronics che interviene in primo soccorso, a casa di un paziente, prima dell’arrivo dal vivo della squadra di emergenza.

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