23.2.12

Il futuro della realtà aumentata nei cyber occhiali di Google

Secondi fonti interne al gruppo di Mountain View, riprese dal New York Times, gli occhiali a realtà aumentata ora in fase di test, presso gli "X Labs" di Google, potrebbero essere lanciati sul mercato entro fine anno. Gli occhiali di Terminator made in Google connessi alla rete, trasformeranno ciò che ci circonda, a portata di sguardo, in una realtà aumentata sovrapposta alla visione reale. Si potranno, ad esempio, vedere nel campo visivo, le indicazioni stradali di Google Maps, informazioni turistiche legate ai luoghi visitati e agli edifici storici, ma ancora visualizzare gli email, scattare e trasmettere foto, essere "guidato" attraverso servizi di geolocalizzazione, e effettuare chiamate. Grazie al riconoscimento facciale, alla faccia della privacy, si potrà ricordare, come minimo, il nome di una persona, per non parlare del mondo della pubblicità che non mancherà di sfruttare questa nuova opportunità. E’ indubbio che gli occhiali di realtà aumentata potrebbero porre alcune questioni etiche!
Basati su Android, gli occhiali saranno dotati di GPS, sensori di movimento, connessione alle reti wireless 3G o 4G, in grado di comunicare con il Cloud. Con il sistema di navigazione adesso implementato, basterà scuotere lievemente la testa per fare scorrere i contenuti e cliccare. Futurix aveva già pubblicato sull’argomento nel 2009, Da Lumus, realtà aumentata alla Terminator. Durante l'ultimo anno, Apple e Google hanno iniziato a lavorare in gran segreto su progetti di computer indossabili, la prossima wearable technology. Insomma, il futuro è alle porte!

2 commenti:

ett ha detto...

Mai io ci vedo bene e gli occhiali li porto proprio di rado... Stamattina, in treno, leggevo un articolo di una rivista. l'ho stampato, da un PDF dell'iPad di un collega. E' un articolo lunghissimo, mi basta per impiegare il tempo di 3 o 4 viaggi. Se avessi usato un e-reader ci sarebbe voluta tanta batteria per leggerlo, poi pesa, il foglio è sottile e leggero, potrebbe avere un footprint più basso. Va be', la tecnologia ibrida mi va benone.

Andrea ha detto...

Incredibile.