14.9.09

La natura come fonte di ispirazione






Il futuro del design, dell’architettura e della progettazione in generale, passa anche dall’ispirazione alla natura, che ci offre una miriade di soluzioni, collaudate e perfezionate da 3,8 miliardi d’anni di evoluzione. La Biomimetica o biomimesi (Biomimicry in inglese), che deriva dal greco bios=vita e mimesis=imitazione è la disciplina che studia i processi biologici e biomeccanici della natura, come fonte d’ispirazione per il miglioramento delle attività e tecnologie umane. Dallo storico velcro con i suoi microscopici ganci, inventato, osservando i frutti di bardana che si appiccicano ai vestiti, fino ad oggi, gli esempi di innovazioni ispirate a Madre Natura non mancano. Il design non sfugge a questo teorema. La poppa del concept di yacht futurista Oculus, del cantiere Schöpfer Yachts LLC, raffigura proprio la mascella aperta di una balena: un bel esempio di design organico. La biomimetica, con le sue ricerche accurate su piante e animali, ha consentito di creare nuovi materiali. Le foglie dei fiori di loto, ad esempio, sono rivestite da microscopici cristalli di cera, trasformando così le gocce in piccole perle d’acqua che scivolano via. Sull'effetto loto è stato creato GreenShield, un tessuto idrorepellente antimacchia dove il vino versato e altre sostanze, si trasformano in piccole goccioline. Lo Sinkansen, il treno proiettile giapponese, il più veloce del mondo aveva un problema: il rumore. Il cambiamento della pressione dell’aria produceva un grande tuono ogni volta che il treno emergeva da una galleria. Eiji Nakatsu l’ingegnere capo delle ferrovie, ha modellato il muso del treno sul becco del martin-pescatore, che per catturare un pesce penetra in acqua senza sollevare tanti spruzzi. Risultato: un treno più silenzioso con una velocità superiore del 10% e una riduzione energetica del 15%. Imparando dalla destrezza sorprendente della balena dovuta in gran parte alle sue pinne, La WhalePower ha concepito delle pale di turbina eolica con lo stesso bordo d’attacco, delle pinne di megattere, aumentandone l’efficienza. La Bionic Car Mercedes, invece, è un prototipo che s’ispira al “pesce scatola” tropicale, che riesce a muoversi consumando una minima quantità di energia, e vanta uno straordinario coefficiente di penetrazione aerodinamica Cx di 0,06. Con un coefficiente d’attrito di soli 0,19, La Bionic Car è una delle auto più aerodinamiche al mondo nella sua categoria. Infine, pensate che sia possibile progettare un centro commerciale nello Zimbabwe senza l’aria condizionata? Si, imparando dai termitai che vantano un microclima costante, mentre la temperatura esterna, varia da 42° a 3°. l’Eastgate Building ha un sistema di ventilazione naturale, ispirato a un termitaio con un risparmio energetico del 90%.

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